L’errore che tutti fanno con le rate di PayPal: come non commetterlo più

PayPal non sempre consente il pagamento in 3 rate: ecco i motivi per cui l’opzione può sparire al momento dell’acquisto.

Il conto digitale PayPal è ormai diventato uno degli strumenti più usati per fare acquisti online, ma non tutti sanno che il servizio di pagamento in tre rate senza interessi, spesso pubblicizzato come disponibile, può in realtà essere negato anche all’ultimo momento.

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L’errore che tutti fanno con le rate di PayPal: come non commetterlo più – lopinionista.it

In molti si chiedono come mai, e la risposta non dipende solo dall’importo o dal negozio, ma anche da fattori legati al profilo personale dell’utente.

I limiti nascosti dietro al “paga in 3 rate” (e quando PayPal lo nega)

PayPal è nato come alternativa digitale al conto corrente bancario, con una procedura semplice: si collega un indirizzo email, si aggiungono carte o conti bancari, e si può inviare o ricevere denaro con pochi clic. Nel tempo ha guadagnato una certa fiducia tra gli utenti italiani, che lo usano non solo per fare acquisti, ma anche per vendere online, ricevere pagamenti o fare piccole transazioni tra privati. L’apertura del conto è gratuita e non ci sono costi per inviare denaro o acquistare beni.

Uno dei servizi che più hanno attirato l’attenzione è quello del pagamento rateizzato: PayPal offre infatti la possibilità di pagare in 3 rate senza interessi, per importi sopra i 30 euro e fino a un massimo di 2.000 euro. Ma questo servizio, che dovrebbe essere sempre disponibile, in realtà non viene sempre approvato.

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I limiti nascosti dietro al “paga in 3 rate” (e quando PayPal lo nega) – lopinionista.it

Chi tenta di usare la funzione potrebbe trovarsi davanti a un rifiuto al momento del pagamento. Il motivo? PayPal effettua un controllo interno prima di autorizzare l’operazione. Viene analizzato lo storico dell’utente, la sua affidabilità nei pagamenti precedenti, la presenza di eventuali contenziosi e anche l’esposizione finanziaria generale. Se uno di questi parametri risulta fuori soglia, il sistema può bloccare la richiesta anche senza spiegazioni dettagliate.

Alcuni negozi online, anche se accettano PayPal come metodo di pagamento, non aderiscono al servizio rateizzato, e questo rende l’opzione “Paga in 3 rate” non selezionabile. Non è detto che dipenda sempre dal cliente.

Anche il tentativo di collegare carte come Postepay a PayPal, a volte, non va a buon fine. La causa può essere una discrepanza tra l’intestatario del conto e quello della carta, oppure la mancanza di alcuni dati obbligatori come il codice CVC/CVV o la data di scadenza.

Rischi reali, carte collegate e trappole nascoste (che pochi considerano)

L’idea di usare PayPal per gestire i propri acquisti online piace a chi non vuole inserire ogni volta i dati della propria carta, o a chi teme furti d’identità. Il sistema è considerato sicuro, perché oscura i dati sensibili e protegge da operazioni sospette. PayPal invia notifiche in caso di movimenti anomali e consente di bloccare o rimborsare un pagamento in modo piuttosto rapido, se non ancora riscosso dal destinatario.

Ma anche qui c’è un limite poco noto: collegare una carta a più conti PayPal non è consentito. Una singola carta può essere usata solo su un conto, e chi ha più account dovrà fare attenzione. Sono accettate anche carte prepagate anonime, ma devono comunque rispettare dei requisiti tecnici: sedici numeri, CVC, data di scadenza e corrispondenza esatta del nome con l’intestatario del conto.

Il sistema di pagamento in 3 rate può sembrare comodo e senza rischi, ma nasconde conseguenze legali se le scadenze non vengono rispettate. PayPal si riserva il diritto di avviare azioni di recupero credito, segnalare l’utente ai sistemi bancari o bloccare il conto. Il fatto che non ci siano interessi non significa che si tratti di un favore: è a tutti gli effetti un finanziamento, anche se gestito in modo molto più flessibile rispetto a quelli tradizionali.

Ecco quindi perché PayPal a volte non permette di pagare a rate, anche se si rispetta l’importo minimo richiesto e si è già clienti da tempo. Le valutazioni sono interne e, come per ogni forma di credito, possono cambiare nel tempo in base al comportamento dell’utente e alla politica di rischio della piattaforma.