Un gesto di coraggio estremo, compiuto nel mezzo di un bombardamento che ha colpito ancora una volta il Sud del Libano. Padre Pierre El Raii, parroco di Qlayaa, è stato ucciso mentre tentava di soccorrere una famiglia rimasta coinvolta nelle esplosioni. A ricordarlo è Padre Toni Elias, parroco maronita di Rmeich, che ai microfoni del Tg2000 ha tracciato il ritratto di un sacerdote “donato fino alla fine alla sua comunità”.
Secondo la ricostruzione, alcuni miliziani si trovavano nei pressi di una casa periferica del villaggio. Il primo bombardamento ha colpito l’abitazione, dove era presente una famiglia. Padre Pierre è accorso per verificare le condizioni delle persone coinvolte, ma un secondo attacco ha centrato l’area, uccidendolo sul posto.
Padre Toni parla con voce ferma ma segnata dal dolore: “Siamo sacerdoti della prima linea. Siamo accanto ai poveri, agli ammalati, a chi ha paura. Padre Pierre lo ha fatto fino all’ultimo istante”. Il parroco sottolinea anche il clima di tensione che attraversa il Paese: “Speriamo non scoppi un nuovo conflitto interno. Il nostro grido è uno solo: vogliamo la pace definitiva”.
La morte di padre Pierre diventa così simbolo di una comunità che, nonostante la violenza e l’instabilità, continua a resistere e a testimoniare la propria fede accanto alla popolazione civile. Una storia che richiama l’attenzione internazionale sulla fragilità del Libano e sulla necessità urgente di proteggere chi opera quotidianamente in contesti di guerra.
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