
Come confermato dal Bridebook’s UK Wedding Report 2026, non è un caso che la stessa generazione mostri una probabilità del 25% superiore rispetto alle precedenti di scegliere un luogo di culto per il proprio matrimonio, e questo ha ben poco a che fare con la religione. Muri in pietra, soffitti a volta, vetrate colorate, luce di candela: il linguaggio visivo delle chiese risponde perfettamente all’estetica dark romance, gothic cottagecore e “old soul” che definisce la cultura Gen Z su Pinterest e TikTok. In questo contesto cresce anche l’attenzione verso risparmio e innovazione: il 61% degli anelli di fidanzamento acquistati nel 2025 monta oggi una pietra lab-grown, con una crescita del 239% rispetto al 2020. A cambiare è anche il processo organizzativo: l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale nella pianificazione dei matrimoni è quasi raddoppiato in un solo anno, passando dal 20% al 36% delle coppie coinvolte.
A delineare questo cambio di paradigma sono le principali ricerche internazionali sul settore wedding analizzate dall’Osservatorio #BrandGioielli, punto di riferimento nel settore della gioielleria contemporanea, che fotografano un mercato sempre più orientato verso personalizzazione, versatilità di prodotto e costruzione identitaria dell’esperienza matrimoniale. Il 2024 aveva rappresentato l’apice dell’essenzialità: anelli sottili, collane leggere e orecchini minimali. Nel 2025 erano emersi i primi segnali di cambiamento, con il ritorno di perle e pendenti importanti. Oggi il pendolo della moda bridal cambia definitivamente direzione. Dalle passerelle Autunno/Inverno arriva un messaggio chiaro: il gioiello torna protagonista. “Il gioiello oggi non deve solo completare un look, ma raccontare qualcosa di chi lo indossa”, commenta Alessandro Zucchi, CEO di #BrandGioielli. “Il ritorno del massimalismo non è eccesso fine a sé stesso, ma desiderio di espressione personale e autenticità. Gli sposi sono sempre più attenti a costi e sprechi, ma non vogliono rinunciare a essere riconoscibili e a scegliere con consapevolezza, privilegiando materiali resistenti e accessibili senza sacrificare il desiderio di qualità e bellezza.”
Non è un caso che, secondo The Sun, l’82% degli intervistati della Generazione Z dichiari di sentirsi sotto pressione per apparire perfetto il giorno delle nozze: il matrimonio è diventato uno spazio di rappresentazione identitaria prima ancora che sentimentale, e il gioiello ne è lo strumento più immediato. Collane scultoree, orecchini chandelier, bracciali sovrapposti e anelli multipli definiscono, infatti, un’estetica che punta sulla presenza scenica e sull’intenzione stilistica, mentre il “more is more” si afferma come nuovo riferimento della stagione.











