Lifestyle, per la prima volta la Gen Z (51%) supera i Millennials all’altare

ROMA – Con la stagione dei matrimoni alle porte, il mondo del bridal jewelry si prepara a vivere una delle trasformazioni estetiche più nette degli ultimi anni. Dopo stagioni dominate dal quiet luxury, dalle linee minimali e dalla discrezione formale, il 2026 segna infatti il ritorno di volumi importanti, layering e gioielli ad alta riconoscibilità. A certificare questa svolta generazionale è il First Look Report 2026 di Zola, la più ampia ricerca mai condotta sul settore con oltre 11.500 coppie intervistate: per la prima volta nella storia, la Generazione Z rappresenta il 51% delle coppie fidanzate, superando ufficialmente i Millennial. Con i membri più anziani della Gen Z che raggiungono l’età media di matrimonio di 28 anni, questa generazione non è più una “tendenza da osservare”, ma il principale motore del settore wedding. Accanto al ritorno del massimalismo, infatti, riemerge con forza anche l’oro giallo, che torna al centro delle collezioni bridal in versioni bold e scenografiche. Parallelamente cresce la domanda di esperienze altamente personalizzate: secondo il Real Weddings Study 2026 di The Knot Worldwide, il 90% delle coppie desidera una cerimonia costruita su misura, mentre il 61% sceglie di scrivere personalmente le proprie promesse nuziali.

Come confermato dal Bridebook’s UK Wedding Report 2026, non è un caso che la stessa generazione mostri una probabilità del 25% superiore rispetto alle precedenti di scegliere un luogo di culto per il proprio matrimonio, e questo ha ben poco a che fare con la religione. Muri in pietra, soffitti a volta, vetrate colorate, luce di candela: il linguaggio visivo delle chiese risponde perfettamente all’estetica dark romance, gothic cottagecore e “old soul” che definisce la cultura Gen Z su Pinterest e TikTok. In questo contesto cresce anche l’attenzione verso risparmio e innovazione: il 61% degli anelli di fidanzamento acquistati nel 2025 monta oggi una pietra lab-grown, con una crescita del 239% rispetto al 2020. A cambiare è anche il processo organizzativo: l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale nella pianificazione dei matrimoni è quasi raddoppiato in un solo anno, passando dal 20% al 36% delle coppie coinvolte.

A delineare questo cambio di paradigma sono le principali ricerche internazionali sul settore wedding analizzate dall’Osservatorio #BrandGioielli, punto di riferimento nel settore della gioielleria contemporanea, che fotografano un mercato sempre più orientato verso personalizzazione, versatilità di prodotto e costruzione identitaria dell’esperienza matrimoniale. Il 2024 aveva rappresentato l’apice dell’essenzialità: anelli sottili, collane leggere e orecchini minimali. Nel 2025 erano emersi i primi segnali di cambiamento, con il ritorno di perle e pendenti importanti. Oggi il pendolo della moda bridal cambia definitivamente direzione. Dalle passerelle Autunno/Inverno arriva un messaggio chiaro: il gioiello torna protagonista. “Il gioiello oggi non deve solo completare un look, ma raccontare qualcosa di chi lo indossa”, commenta Alessandro Zucchi, CEO di #BrandGioielli. “Il ritorno del massimalismo non è eccesso fine a sé stesso, ma desiderio di espressione personale e autenticità. Gli sposi sono sempre più attenti a costi e sprechi, ma non vogliono rinunciare a essere riconoscibili e a scegliere con consapevolezza, privilegiando materiali resistenti e accessibili senza sacrificare il desiderio di qualità e bellezza.”

Non è un caso che, secondo The Sun, l’82% degli intervistati della Generazione Z dichiari di sentirsi sotto pressione per apparire perfetto il giorno delle nozze: il matrimonio è diventato uno spazio di rappresentazione identitaria prima ancora che sentimentale, e il gioiello ne è lo strumento più immediato. Collane scultoree, orecchini chandelier, bracciali sovrapposti e anelli multipli definiscono, infatti, un’estetica che punta sulla presenza scenica e sull’intenzione stilistica, mentre il “more is more” si afferma come nuovo riferimento della stagione.