“Questa è una grande sfida che abbiamo davanti perché abbiamo capito, ormai da tempo, che gli strumenti di cui ci siamo sempre avvalsi fino ad oggi iniziano a scricchiolare. Forse non funziona più tutto come 30-40 anni fa, quando sono iniziati i primi sistemi di welfare – sottolinea Locatelli – Ma abbiamo bisogno di dare risposte sempre più mirate, personalizzate, e di flessibilizzare i servizi per andare incontro alle esigenze specifiche di ogni persona e per rendere dignitosa la vita di ognuno anche nel percorso di cura, che sia ospedaliero o domiciliare, che sia in una condizione di disabilità grave o gravissima che necessita di sostegni specifici e mirati alle esigenze e ai bisogni. In tutto ciò non ci possiamo dimenticare delle famiglie”.
“Una persona per avere una vita dignitosa ha bisogno sicuramente di benessere, salute e cure, di medicine, ma anche di poter avere una vita piena e partecipata dal punto di vista sociale, ricreativo, sportivo, relazionale, affettivo. Ecco – conclude il ministro – noi viviamo per questo, per poter avere una vita felice. Quindi tutti coloro che operano nelle istituzioni, nei vari contesti sanitario, sociosanitario, sociale, in qualsiasi ambito della vita, anche quello scolastico, sportivo e lavorativo, devono concorrere alla costruzione di un progetto di vita e di un percorso dignitoso nella vita di ogni persona”.
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