
“L’esempio più banale – ha aggiunto Lollobrigida – è la denominazione ‘bistecca’ etimologicamente legata al termine inglese beefsteak, che tradotto in italiano significa ‘pezzo di bue’; questo termine abbinato ad un prodotto vegetale esprime una contraddizione in termini. Pensiamo a ‘bistecca di ceci’; sarebbe a dire ‘pezzo di bue di ceci'”.
Il ministro ha quindi ricordato che a questo proposito “proprio ieri (martedì 27 febbraio, ndr) in Francia è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale un decreto che interviene nuovamente su questo tema, finalizzato a superare le ragioni che avevano indotto il Consiglio di Stato francese a sospendere la prima normativa. Il nuovo decreto contiene un elenco puntuale di termini vietati a cominciare proprio dalla denominazione ‘bistecca’, ma anche ‘prosciutto’, ‘filetto’ e ‘controfiletto'”.
“I nostri uffici legislativi stanno verificando la compatibilità del modello francese con il nostro sistema – ha concluso Lollobrigida – per riprendere eventualmente la strada già seguita in un ordinamento sostanzialmente simile al nostro”.











