Musica

Lucio Dalla: debutta il musical “L’anno che verrà”

BOLOGNA – A quattordici anni dalla scomparsa di Lucio Dalla, il suo universo poetico torna a vivere in una forma inedita. Non un musical biografico né un semplice omaggio musicale, ma un’opera pop che prende ispirazione dalle sue canzoni per costruire una storia originale, popolata da personaggi sospesi tra realtà e sogno. Si intitola “L’anno che verrà” e debutterà al Teatro Comunale di Ferrara l’12 dicembre 2026 con Pierdavide Carone nel ruolo del misterioso portiere di un hotel dove, in una notte speciale, si incrociano destini, paure e speranze.

Più che una biografia in musica, “L’anno che verrà” è un viaggio dentro l’immaginario di Dalla, un omaggio alla sua capacità di raccontare sogni, fragilità, desideri e disillusioni. “Questa nuova opera pop non racconta la vita del grande Lucio Dalla, ma prende a piene mani dalla sua creatività musicale e traduce in scena il grande affresco umano che le sue canzoni compongono”, spiega il regista Manuel Renga. “Lucio Dalla diventa per noi il custode dei sogni, colui che è in grado di leggere chiaramente le paure, i desideri, i sogni e le delusioni dell’uomo e trasformarle in situazioni musicali popolari, dirette ed emozionanti”. La storia, scritta da Emanuele Aldrovandi, è ambientata alla vigilia di Capodanno in un grande hotel affacciato sul mare.

Qui si intrecciano le vicende di una giovane coppia in fuga, di una cantante di piano bar alla ricerca di un amore perduto, di un musicista disilluso e di un uomo d’affari alle prese con una crisi esistenziale. Ad accoglierli è un enigmatico portiere, interpretato da Pierdavide Carone, figura centrale di una narrazione sospesa tra realtà e dimensione onirica. Con il trascorrere della notte, le storie dei protagonisti si incrociano tra ironia e malinconia, fino a quando, allo scoccare della mezzanotte, il tempo sembra fermarsi e le canzoni di Lucio Dalla diventano l’unico linguaggio possibile per dare forma a ricordi, speranze e rimpianti. A dare vita a questo racconto saranno quattordici brani del repertorio di Dalla, da “L’anno che verrà” fino a “Caruso”, che chiuderà lo spettacolo.

Sul palco, accanto a Pierdavide Carone, saliranno l’Orchestra della Città di Ferrara, il Coro del Teatro Comunale di Ferrara diretto da Teresa Auletta e la Michele Merola Contemporary Dance Company, che interpreterà le coreografie firmate da Michele Merola. Il progetto nasce da un’idea sviluppata nel corso di sei anni e rappresenta una delle più ambiziose operazioni culturali dedicate al patrimonio musicale di Lucio Dalla. Marcello Corvino sottolinea il valore dell’iniziativa anche dal punto di vista produttivo: “È importante che i teatri d’opera abbiano scelto di unirsi per un progetto che propone una nuova idea di opera lirica. Per noi oggi la musica classica è anche Dalla e abbiamo voluto costruire un’opera che contenesse tutti gli elementi del grande teatro musicale”.

Un ruolo fondamentale sarà affidato alla direzione musicale e agli arrangiamenti di Roberto Molinelli, musicista che ha collaborato a lungo con Dalla. Il suo lavoro punta a mantenere intatta l’identità delle canzoni aprendole però a nuove prospettive sonore. “Quando ci si avvicina alla musica di Lucio Dalla non si entra semplicemente in un repertorio di canzoni, ma in un mondo fatto di teatro, poesia e racconto popolare”, osserva Molinelli. “Ho cercato un Dalla riconoscibile e, nello stesso tempo, sorprendente. Non una celebrazione nostalgica, ma un viaggio di reinvenzione”. Particolarmente significativa è la presenza di Pierdavide Carone, che con Dalla condivise il palco del Festival di Sanremo nel duemiladodici con il brano “Nanì”, nell’ultima apparizione televisiva del cantautore bolognese prima della sua scomparsa.

Per Carone si tratta di un ritorno ideale alle proprie radici artistiche. “Di fronte a un repertorio come quello di Dalla l’unico modo per cantare è affrontarlo con rispetto e gratitudine”, afferma. “Lucio ha avuto il merito di far evolvere la mia musica a un livello che non pensavo di poter raggiungere. Cercherò di toccare il meno possibile le tonalità originali, perché Lucio a teatro è un cerchio che si chiude”. E aggiunge: “La musica di Lucio ha migliorato questo mondo. Io cercherò di rendergli giustizia”. Anche le istituzioni hanno accolto con entusiasmo il progetto. L’assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Gessica Allegni, lo definisce “un’opera autonoma, capace di far risuonare quelle canzoni in modo inatteso, rivelando messaggi e significati che il tempo non ha consumato, ma anzi ha reso più nitidi”.

Mentre l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli, sottolinea come lo spettacolo permetta di incontrare Lucio Dalla “in una forma inedita, restituendone intatta la forza poetica”. Dopo il debutto a Ferrara l’11 e 12 dicembre 2026, l’opera proseguirà il suo viaggio nei principali teatri italiani. Le tappe successive saranno Reggio Emilia (18, 19 e 20 dicembre 2026), Ravenna (22 e 23 dicembre 2026), Piacenza (16 gennaio 2027), Modena (30 gennaio 2027), Parma (6 e 7 marzo 2027), Lucca (12 marzo 2027), Bologna (10, 11 e 12 settembre 2027) e Rimini (9 ottobre 2027). Un lungo percorso che porterà in scena non soltanto le canzoni di Lucio Dalla, ma soprattutto quella straordinaria galleria di personaggi, emozioni e visioni che continua a parlare a generazioni diverse. Perché, come suggerisce lo spettacolo, i sogni custoditi nelle sue canzoni non appartengono al passato: continuano ancora oggi a raccontare chi siamo.

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Redazione L'Opinionista

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