Luis Aranguri, momenti di vita quotidiana raccontati attraverso la magia dello specchio convesso (IE)

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Se è vero che gli artisti amano e desiderano filtrare la realtà e descriverla con il loro punto di vista, lo è altrettanto che in molti movimenti pittorici la sua distorsione e modificazione, attuata mediante la destrutturazione delle forme e l’utilizzo di colori originariamente fuori contesto, ha dato vita nel Novecento a linguaggi pittorici affascinanti quanto inediti. Nel Ventunesimo secolo l’artista protagonista di oggi ne crea uno nuovo, originale e altrettanto coinvolgente.

Nasce e vive in Perù Luis Aranguri, e dell’America Latina prende e mescola vari elementi tipici dell’espressione artistica che hanno segnato il Modernismo del Novecento nel momento in cui il distacco con l’arte Classica era diventato talmente fondamentale e urgente da indurre la brasiliana Tarsila do Amaral a dar vita al Movimento Antropofago, quello in cui letteralmente si intendeva mangiare, cannibalizzare – da qui il nome della corrente artistica – l’arte precedente e le forti e incisive influenze dei conquistatori per recuperare un’identità Latinoamericana basata sulla libertà di espressione e sull’esigenza di rappresentare la vita comune. I più grandi artisti del Sud America, da Fernando Botero a Diego Rivera, da Da Silva a Eduardo Kingman, hanno tutti scelto di evidenziare e narrare storie legate al proprio territorio, all’identità indigena della propria gente, alla vita semplice e umile che si viveva oltre il lusso dei proprietari terrieri di origine europea ma che non costituivano la maggioranza del popolo latino. Luis Aranguri affonda le radici della sua pittura nel Realismo, da cui prende quella tendenza a dipingere in modo chiaro, a utilizzare il chiaroscuro per dare rilievo ai soggetti, per delineare il passaggio tra luce e ombra che definisce e dà profondità alla scena raccontata.

lustrabotas olio su cartoncino
1 Lustrabotas (Lustrascarpe)

La tendenza e la necessità di questo incredibile artista è quella di mettere in rilievo persone di un livello sociale basso, ritraendole nella loro serenità e dignità, quasi come se la vita fosse racchiusa nel segreto del saper accettare ciò che si ha ed esserne grati; questa sensazione emerge evidente nell’opera Lustrabotas (Lustrascarpe) in cui il ragazzo è talmente concentrato nello svolgimento del suo ruolo da divenire quasi sordo rispetto a tutto ciò che gli ruota intorno, i rumori della strada, perché ciò che conta per lui è soddisfare il cliente. La distorsione morfologica, tipica di Aranguri, qui è appena accennata, inserita in modo discreto nel contesto, sembra quasi essere solo una proiezione in prospettiva, mentre nelle opere successive e più recenti diviene assoluta protagonista del suo modo di guardare il mondo, della curiosità di questo originale artista di osservare le cose in modo diverso da come normalmente si osservano, dall’interrogativo di comprendere quali particolari sarebbero messi in risalto se il punto di vista fosse differente.

Vendedor de caramelos (Venditore di caramelle)
2 Vendedor de caramelos (Venditore di caramelle)

La modificazione della realtà è già molto più evidente nell’opera Vendedor de caramelos (Venditore di caramelle) in cui il ragazzo protagonista, sorridente e fiero del ruolo che gli è stato affidato e felice di dare gioia ai bambini che di lì a poco accorreranno verso di lui, appare completamente destrutturato dalle dimensioni normali, le braccia e le gambe sono grandi e sproporzionate rispetto al volto e alla parte superiore, forse per evidenziare l’importanza della solidità degli strumenti di lavoro, gambe e mani, o forse per suggerire, in modo molto più filosofico, che non sono importanti le apparenze, ciò che conta davvero è la sostanza delle cose e delle persone.

En la orilla al mediodia (Sulla riva a mezzogiorno)
3 En la orilla al mediodia (Sulla riva a mezzogiorno)
Tres ninas en la orilla (Tre bambine sulla riva)
4 Tres ninas en la orilla (Tre bambine sulla riva)

La più recente produzione di Luis Aranguri, è quella in cui appare più tangibile la modificazione del reale attraverso la distorsione dello specchio convesso, quella mutazione delle forme e delle proporzioni che suscita curiosità nell’osservatore, il quale riesce a scoprire, sotto la sapiente guida dell’artista, come può apparire la realtà modificata, quanti dettagli riescono a emergere in maniera spesso più incisiva che se fosse osservata in maniera ordinaria, come nell’opera Tres niñas en la orilla (Tre bambine sulla riva) in cui il bungalow che in una rappresentazione classica rimarrebbe poco rilevante sullo sfondo, sembra invece essere messo in risalto proprio da quella distorsione che cambia e modifica l’apparato prospettico, pur lasciando fuoriuscire la felicità innocente delle bambine, vere protagoniste, anche loro sproporzionate eppure capaci di fare arrivare in modo chiaro il loro sorriso, l’allegria, la gioia che si trova solo nelle piccole cose.

ninas frente a la camara
5 Ninas frente a la camera (Bambine di fronte alla macchina fotografica)
Despues del mediodia (Dopo mezzogiorno)
6 Despues del mediodia (Dopo mezzogiorno)

Gioca con la realtà Aranguri, la plasma a suo piacimento per regalare all’osservatore una prospettiva inedita, unica, riconoscibile e assolutamente diversa, una voce solista nel panorama artistico mondiale che ha saputo generare un linguaggio assolutamente inedito e tuttavia familiare, proprio in virtù di quel suo voler descrivere scene di vita comune, semplice, priva di ogni corsa al perseguimento di obiettivi materiali, consumistici.

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