Poi i suggerimenti più specifici legati all’esercizio della magistratura e dunque innanzitutto “essere e apparire – apparire ed essere – irreprensibili e imparziali, in ogni contesto anche nell’uso dei social media”, perchè è dal rigore che il giudice acquista e dà corpo all’indipendenza e all’autonomia che la Costituzione gli affida. Altro principio inderogabile per esercitare la funzione di magistrato è dunque “il senso di responsabilità” che deve essere esercitato sia nell’esercizio della funzione che nei comportamenti individuali.
Per Mattarella infatti “rigore morale e professionalità elevata sono la risposta più efficace ad attacchi strumentali intentati per cercare di indebolire il ruolo e la funzione della giurisdizione e di rendere inopportunamente alta la tensione tra le istituzioni”. Altra lezione da tenere a mente per chi si affaccia ora nelle corti è che la “legittimazione” arriva dalla fiducia dei cittadini nella giustizia ma avverte il Presidente “questa fiducia non va confusa con consenso popolare sulle sue decisioni”. E dunque nel giudizio “l’accertamento dei fatti e l’affermazione del diritto devono avvenire – ripeto – senza subire alcuna influenza o ricercare approvazioni esterne”. La decisione del giudice dovrà dunque essere motivata e coerente ma sapendo che non è “espressione di un potere assoluto: è sottoposta a verifiche, a controlli, a riesami”, e quindi fondamentale diventa per il magistrato uno “stile morale e intellettuale” che si basa su “capacità di ascolto, apertura al confronto, rifiuto di ogni forma di presunzione cognitiva, prudenza del giudizio”.
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