
“Purtroppo – aggiunge – la stessa data non segnò anche la fine della sanguinosa guerra civile che aveva lacerato il popolo italiano”. E ancora: “Il frutto fondamentale del 25 aprile – prosegue Meloni – è stato, e rimane senza dubbio, l’affermazione dei valori democratici, che il fascismo aveva conculcato e che ritroviamo scolpiti nella Costituzione repubblicana. Da quel paziente negoziato volto a definire princìpi e regole della nostra nascente democrazia liberale, esito non unanimemente auspicato da tutte le componenti della Resistenza, scaturì un testo che si dava l’obiettivo di unire e non di dividere”.
Dal 25 aprile, in Italia è nata “una democrazia nella quale nessuno sarebbe disposto a rinunciare alle libertà guadagnate. Nella quale, cioè, libertà e democrazia sono un patrimonio per tutti, vero antidoto a qualsiasi rischio autoritario”. La premier richiama poi la scelta di campo “netta” a sostegno della “eroica resistenza del popolo ucraino in difesa della propria libertà e indipendenza dall’invasione russa”.










