Mes, Passera: “Non è strumento più adatto ma va bene se condizionato alla sanità”

corrado passera

ROMA – “Il Mes non è lo strumento più adatto a gestire una crisi sanitaria di questo tipo. Però siccome bisogna avere il buonsenso di utilizzare gli strumenti che ci sono adeguandoli ai fabbisogni, se si arrivasse a una chiara ed esplicita condizionalità cioè che come condizione si mettesse solo la destinazione dei fondi al settore sanitario per me deve essere accettato”. Lo ha detto l’ex ministro dello Sviluppo Economico del governo Monti, Corrado Passera, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, in merito algi strumenti economici per uscire dall’emergenza coronavirus.

“Non dimentichiamoci – ha aggiunto Passera – che oggi dipendiamo inevitabilmente in maniera sostanziale dall’Europa per gli aiuti nella gestione della crisi e dipendiamo totalmente dalla Bce per il mantenimento del valore di mercato dei nostri titoli di Stato. E il piano d’investimenti di cui l’Italia, ma tutta l’Europa, ha bisogno non può che venire dall’Europa e su questo dobbiamo avere il buonsenso nel dire che l’eurobond non è più solo un discorso ideologico sul debito passato ma i debiti dei vari Paesi sono quelli che sono e ognuno deve farsene carico”.

“L’Europa – ha sottolineato Passera a InBlu Radio – per non essere vaso di coccio tra le grandi potenze ha bisogno di un grandissimo piano d’investimenti in infrastrutture, innovazione e istruzione. Questo non può che essere fatto con soldi comuni. Gli eurobond sono il finanziamento agli investimenti comuni, selezionati e gestiti a livello europeo ma non possono che essere finanziati da uno strumento di raccolta fondi che sia comune ai Paesi dell’Unione europea. È comune interesse non solidarismo”.