La possibilità di passare dal tasso variabile al tasso fisso infatti è possibile soltanto in presenza di determinate condizioni: 1) ISEE non superiore a 35mila euro al momento della richiesta di rinegoziazione; 2) valore del mutuo non superiore a 200mila euro; 3) regolarità nel pagamento delle rate del mutuo. La rinegoziazione, spiega l’Adnkronos, consiste nell’applicazione del tasso annuale nominale fisso con limiti quantitativi prefissati. Nella rinegoziazione è possibile concordare sia il nuovo tasso fisso per un periodo inferiore alla vita residua del mutuo, che un allungamento del piano di rimborso per un massimo di 5 anni, ma a condizione che la durata residua del mutuo sia inferiore a 25 anni.
La procedura di rinegoziazione, precisa l’Adnkronos, deve essere richiesta entro il 31 dicembre 2023. La misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 rappresenta una notizia positiva per coloro che hanno stipulato un mutuo a tasso variabile in quanto tale tipologia è più vantaggiosa quando i tassi di riferimento sono in discesa. Lo scenario economico-finanziario attuale, invece, vede un rialzo dei tassi, che sono cresciuti specie nel corso del secondo trimestre dell’anno.
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