Il brano nasce da un’esperienza reale vissuta da un amico comune a tutti i componenti della band. Da un aneddoto apparentemente semplice, quello della borsa di una ragazza dal nome di fantasia, la band riesce come sempre a parlare di una storia universale, di tutti coloro che abbiano sperimentato la perdita di un amore significativo. Attraverso una narrazione intima e personale, i Pinguini Tattici Nucleari trasformano un episodio reale in un racconto in cui è facile riconoscersi, dando voce a quella malinconia che accompagna il momento in cui ci si rende conto che qualcosa è finito, ma non ha smesso di esistere dentro di noi.
“Nella borsa di Anna racchiude la vicenda di due vite che prima si sono intrecciate e poi si sono slegate, come fanno tante. Il tutto, però, si delinea da una prospettiva particolare: l’interno di una borsa – racconta Riccardo Zanotti – Dato che la realtà è una bestia stizzosa e irascibile, alcuni dettagli sono stati modificati, in parte come forma di rispetto e in parte per paura della bestia. In sintesi Nella Borsa di Anna cerca, in modo semplice, di raccontare una delle storie più difficili al mondo, quella delle cose che restano anche quando tutto attorno finisce”.
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