Sono i dati presentati questa mattina nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura durante la terza edizione del convegno “La Canzone Popolare Live. Dati e Prospettive”, promosso da AssoConcerti con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo, e raccolti nell’omonimo volume.
“Sostenere lo spettacolo dal vivo significa investire nella cultura, nell’economia e nella coesione sociale del nostro Paese”, si legge nella prefazione firmata dal Sottosegretario di Stato alla Cultura, Pietro Cannella. “Riconoscere il lavoro di una filiera che contribuisce in modo concreto alla crescita e alla competitività dell’Italia e che, allo stesso tempo, alimenta la nostra capacità di raccontarci e di essere riconosciuti nel mondo”.
Il convegno è iniziato con i saluti istituzionali del Ministro del Turismo, On. Gianmarco Mazzi, del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’informazione e all’editoria, Sen. Alberto Barachini, del Sottosegretario di Stato alla Cultura, Pietro Cannella, del Presidente Commissione Cultura Camera dei Deputati, On. Federico Mollicone e del Presidente AGIS, Dott. Francesco Giambrone.
Il quadro economico dell’industria italiana della musica dal vivo nel 2025 è stato illustrato dal Prof. Alessandro Leon, dell’Associazione per l’Economia della Cultura, e dalla Dott.ssa Angela Tibaldi di PTS. Realizzata sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio dello Spettacolo della S.I.A.E., delle informazioni raccolte dagli enti previdenziali e dell’analisi dei bilanci degli associati ad AssoConcerti, l’analisi ritrae un comparto in continua crescita dove particolarmente significativo è il contributo delle 64 imprese membri dell’Associazione. Pur organizzando il 5% degli eventi nazionali, hanno coinvolto 11,3 milioni di spettatori (43%) e generato 729,6 milioni di euro di spesa (69%) e il loro peso risulta ancora più evidente nel segmento dei grandi live dove organizzano l’83% dei concerti con oltre 10.000 spettatori, concentrando l’88% del pubblico e il 93% della spesa relativa a questa fascia.
Nel corso del convegno, il Prof. Nicola Salvati dell’Università di Pisa ha presentato anche i risultati della ricerca commissionata da AssoConcerti nell’estate 2025: condotta su 42 concerti in sei territori, attraverso 3.691 interviste sul campo e 14.946 questionari online, l’indagine ha stimato un impatto economico complessivo pari a 388 milioni di euro, a fronte di circa 1,1 milioni di presenze. Di questi, 278 milioni di euro derivano da consumi extra-biglietto, legati a ristorazione, pernottamenti, trasporti e altre attività connesse. Un dato che evidenzia come il valore generato dalla musica dal vivo si distribuisca su una filiera economica molto più ampia rispetto al solo settore dello spettacolo.
Tra i territori analizzati, Roma, con sette concerti considerati (Achille Lauro, Zucchero, due date di Cesare Cremonini, Ed Sheeran, Kendrick Lamar & SZA e Pinguini Tattici Nucleari), ha registrato un impatto economico di circa 117 milioni di euro, accompagnato da una crescita del 15,3% delle presenze in città rilevata dai dati SIAE. A Milano, i cinque eventi considerati (due di Bruce Springsteen, Gabry Ponte, Dua Lipa e Linkin Park) hanno generato ricadute economiche stimate in 96,6 milioni di euro. A Napoli e provincia, i quattro eventi analizzati (Geolier, Imagine Dragons, Marracash e Nick Cave) hanno prodotto un impatto di circa 73,2 milioni di euro, a fronte di un incremento annuo del 42,5% delle presenze nel comune. A Firenze, infine, i tre appuntamenti esaminati (due date di Vasco Rossi e dei Green Day) hanno generato una spesa stimata di 53,5 milioni di euro, accompagnata da una crescita del 78,6% delle presenze turistiche. Tra i festival, il Lucca Summer Festival ha generato circa 44 milioni di euro, mentre La Prima Estate ha raggiunto circa 4,15 milioni di euro, con una spesa media per spettatore pari a 406 euro.
“Parliamo di un vero e proprio turismo musicale”, ha sottolineato il Presidente di AssoConcerti, Bruno Sconocchia, evidenziando il valore dei concerti per le ricadute economiche che alimentano anche settori come ristorazione, trasporti e servizi, “Ogni spettatore ha speso in media circa 160 euro oltre il costo d’ingresso, con cifre che per il pubblico internazionale possono arrivare anche a 700 euro. Numeri che confermano quanto la musica dal vivo contribuisca allo sviluppo economico e alla valorizzazione dei territori”.
“I concerti di musica popolare si dimostrano il motore principale dell’industria dello spettacolo in Italia. I dati presentati oggi restituiscono la dimensione di un sistema articolato, che comprende eventi di ogni scala, dai club alle piazze, fino alle arene e agli stadi, e nel quale cresce anche la presenza degli artisti italiani. AssoConcerti si conferma una componente centrale, con un ruolo significativo nel mercato nazionale arrivando a rappresentare quasi il 70% del totale del mercato”, ha spiegato Sconocchia, raccontando il valore strategico della ricerca che non si limita a fotografare le dimensioni economiche della musica dal vivo ma permette di misurarne l’impatto sulla collettività e sui territori, offrendo alle Istituzioni, alla politica e ai media una base documentata sulla quale valutarne il ruolo e le prospettive.
Da qui il richiamo alla necessità di una strategia di lungo periodo: “Il riconoscimento del ruolo della musica popolare contemporanea deve tradursi in una politica industriale per la Cultura, con strumenti e risorse adeguati. Dopo anni di lavoro, l’istituzione, con la Legge di Bilancio 2026, di un fondo dedicato rappresenta un traguardo storico. Ora è importante rafforzare questo strumento, portandone la dotazione ad almeno 5 milioni di euro annui dal 2027, con l’obiettivo di raggiungere progressivamente i 10 milioni”.
L’iniziativa si è conclusa con una tavola rotonda moderata da Andrea Biondi, giornalista de Il Sole 24 Ore, che ha visto confrontarsi esponenti delle principali forze politiche sui temi del sostegno alla musica popolare contemporanea. Al dibattito hanno partecipato: la Sen. Stefania Craxi (FI), l’On. Giorgia Latini (LSP), il Sen. Paolo Marcheschi (FDI), l’On. Matteo Orfini (PD) e il Sen. Luca Pirondini (M5S).
L'Opinionista® © since 2008 Giornale Online
Testata Reg. Trib. di Pescara n.08/08 dell'11/04/08 - Iscrizione al ROC n°17982 del 17/02/2009 - p.iva 01873660680
Pubblicità e servizi - Collaborazioni - Contatti - Redazione - Network -
Notizie del giorno -
Partners - App - RSS - Privacy - Cookie Policy
SOCIAL: Facebook - X - Instagram - LinkedIN - Youtube