Con un’urgenza quasi delirante come nessun altro brano dei MUSE pubblicato finora, “Nightshift Superstar” fonde il loro caratteristico rock infuocato con la funky French house, intrecciando nel tutto ritmi disco trascinanti, raffiche orchestrali, chitarre vorticose e cori. Nel bel mezzo di tutto questo, Matt Bellamy canta di una persona che lo attira in un mondo di emozioni insonni: “Kiss that kills the pain, I crave again / Now I can’t stay clean, you’re my darkest dream / I need you one more time / Dancing free, you are, a nightshift superstar”.
La canzone offre un altro assaggio del mondo di “The Wow! Signal”, il cui nome deriva da un famigerato evento interstellare ancora inspiegabile. Il mese scorso, la band ha condiviso la quarta trasmissione ad oggi: la imponente “Hexagons”, che i fan hanno sbloccato partecipando a una caccia al tesoro che ha coinvolto Sydney, Los Angeles, Città del Messico, New York, Parigi e Londra.
Prima ancora sono uscite l’esplosiva “Cryogen” — definito da NME «una ventata dei MUSE classici che richiama i loro anni 2000 con riff urlanti, un ritornello da stadio e un paesaggio fantascientifico apocalittico» — e l’epica e piena di speranza “Be With You”, accompagnata da un video cinematografico diretto da Nico Paolillo e interpretato da Ella Balinska (The Occupant, Resident Evil). Dopo che i MUSE hanno letteralmente lanciato “Be With You” dallo spazio per l’annuncio dell’LP, il singolo ha totalizzato 3 milioni di stream nella sua prima settimana.
La band aveva già suscitato voci incontrollate sull’album e un crescente entusiasmo lo scorso anno con “Unravelling”, brano poi inseirito nella tracklist di “The Wow! Signal”. Con synth arpeggiati che si scontrano con un muro colossale di riff taglienti, il singolo ha raccolto elogi da testate come Rolling Stone (“trascendente”) e Guitar World (“infinitamente gratificante”).
La musica e le immagini che i MUSE hanno pubblicato finora stanno svelando a poco a poco l’universo di “The Wow! Signal”. L’evento che dà il titolo all’album è uno dei misteri cosmici più affascinanti dell’ultimo secolo: un potente impulso radio di 72 secondi rilevato nel 1977 e proveniente dalla costellazione del Sagittario. L’astronomo che scoprì l’anomalia, come è noto, cerchiò la sequenza ormai iconica “6EQUJ5” e scrisse “WOW!” sulla stampa accanto ad essa — dando il nome al segnale e consolidando il suo posto nella tradizione scientifica e nella cultura popolare.
La comunicazione extraterrestre, l’ansia da tecnologia, lo stupore esistenziale e la ricerca di senso da parte dell’umanità in un mondo sempre più disconnesso, sono alcuni dei temi che verranno esplorati in “The Wow! Signal”, in uscita il 26 giugno.
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