Il panorama dei bonus economici in Italia si fa sempre più complesso e molti contribuenti rischiano di lasciarne indietro alcuni.
Il 2026 porta con sé un numero crescente di bonus e agevolazioni fiscali riconosciuti direttamente in busta paga, ma non tutti vengono applicati automaticamente. Molti lavoratori rischiano di perdere opportunità importanti semplicemente perché non presentano le dichiarazioni necessarie o non comunicano informazioni fondamentali al datore di lavoro.
La Legge di Bilancio 2026 ha ampliato il ventaglio di misure destinate a sostenere il reddito, introducendo nuove flat tax e confermando diversi sconti già previsti negli anni precedenti. Tuttavia, il funzionamento delle agevolazioni non è uniforme e richiede attenzione per evitare di lasciare soldi non riscossi.
Il primo elemento da considerare è la fascia di reddito, che determina l’applicazione automatica di molte imposte sostitutive. Il taglio del cuneo fiscale e contributivo continua a essere applicato direttamente in busta paga senza necessità di domanda.
Lo stesso vale per le nuove flat tax previste per aumenti contrattuali, premi di risultato, straordinari, lavoro notturno e partecipazione agli utili aziendali. In questi casi, il datore di lavoro sostituisce l’IRPEF con aliquote agevolate comprese tra l’1 e il 15%, salvo rinuncia espressa del dipendente.
Anche la detassazione delle mance al 5% per chi lavora in bar, ristoranti e strutture ricettive viene applicata automaticamente. Tuttavia, quando cambia il datore di lavoro, alcune agevolazioni richiedono dichiarazioni specifiche per confermare il reddito dell’anno precedente.
La normativa stabilisce che, per applicare la flat tax del 15% sulle maggiorazioni per lavoro festivo, notturno o in turni, il lavoratore debba attestare per iscritto il reddito dell’anno precedente. Questa regola vale anche per la detassazione dei premi di risultato, che richiede la stessa comunicazione in caso di nuovo datore di lavoro.
Un’ulteriore eccezione riguarda il bonus turismo, che necessita comunque di una dichiarazione scritta per accedere al trattamento agevolato. Anche quando il datore di lavoro non cambia, alcune misure richiedono una domanda formale per essere riconosciute correttamente.
È il caso del trattamento integrativo del 15% sulle retribuzioni per lavoro notturno e straordinario nei giorni festivi. Un capitolo a parte riguarda i fringe benefit, che fino al 2027 prevedono un doppio limite, 1.000 euro per tutti e 2.000 euro per i genitori.
Per ottenere il limite più alto, il lavoratore deve dichiarare al datore di lavoro il codice fiscale dei figli fiscalmente a carico. Senza questa comunicazione, l’azienda applicherà automaticamente il tetto standard, riducendo il beneficio spettante.
Anche il bonus affitto fino a 5.000 euro per i neoassunti nel 2025, valido anche nel 2026, richiede una dichiarazione formale. Il lavoratore deve attestare il luogo di residenza nei sei mesi precedenti l’assunzione, condizione indispensabile per accedere all’agevolazione.
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