Nunzia Romeo, tra cammei in ceramica ed espressione del sentire interiore

madre natura ceramica

Esistono artisti che non riescono a restare all’interno dei confini di un’unica modalità espressiva, perché la loro curiosità li spinge a sperimentare e confrontarsi con tecniche che possano liberarne la creatività misurandosi con materiali e approcci completamente differenti. La giovane protagonista di oggi si muove su due filoni creativi differenti eppure collegati dal medesimo orientamento a un’estetica in bilico tra atmosfere del passato ed emotività del presente.

L’arte del cammeo affonda le sue radici nell’età ellenistica, proseguendo e affermandosi sempre di più anche nell’epoca classica e rinascimentale, durante le quali la particolare e laboriosa tecnica produceva manufatti di particolare pregio raffiguranti volti di personaggi, scene di vita dell’epoca o riti pagani spesso arricchiti da pietre dure che ne hanno accresciuto il valore. Grande parte della produzione dei cammei risale all’epoca Romana, sebbene lo stile sia fortemente di impronta Ellenica, come la Tazza Farnese attualmente conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la Gemma Augustea, conservata presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna, solo per citarne alcuni. I cammei realizzati successivamente, nel corso del Rinascimento che ha visto il massimo splendore di questa produzione, fanno parte delle Collezioni Medicee o di quelle dei principali musei del mondo. Nel corso dei secoli questa particolare arte ha perso il suo valore artistico mentre non si è affievolito dal punto di vista estetico, il fascino di immortalare volti su superfici dure come nel caso della ceramica, altro manufatto rappresentante l’evoluzione del mestiere di bottega e che nel corso dei secoli si è elevato a forma d’arte. Nunzia Romeo, siciliana di nascita ma toscana d’adozione, unisce due differenti manifestazioni creative per dare vita a uno stile personale nel quale svela il suo desiderio di mantenere l’estetica classica del cammeo, raccontando e rappresentando volti di donne o scorci di vita quotidiani con la medesima stilizzazione utilizzata dagli artigiani che incidevano e forgiavano le conchiglie per tirarne fuori immagini minuziosamente fedeli a ciò che lo sguardo osservava. Ecco perché si lega indissolubilmente al disegno Nunzia Romeo, base fondamentale della sua espressione artistica al punto di volerlo rendere protagonista delle sue creazioni, come se il colore fosse solo un comprimario, come se scegliesse di lasciar parlare il tratto netto dei contorni e la superficie in ceramica sulla quale sceglie di immortalare quei volti, quei particolari paesaggi toscani da cui non può fare a meno di sentirsi affascinata. La forma della ceramica si adatta all’immagine rappresentata, tonda per i volti femminili, come nell’opera Madre Natura della copertina articolo, nella quale la Romeo evidenzia la bellezza delle tonalità legate alla flora mettendole in secondo piano rispetto alla donna, a sua volta generatrice di vita e di tutta la vitalità che da quella stessa creazione si genera; la superficie lucida del piatto sembra esaltare il disegno e i colori che lo contraddistinguono, regalando all’opera un manto riflettente che ne amplifica l’impatto e ne illumina il nero dei dettagli.

turandot
1 Turandot

E ancora nella Turandot Nunzia Romeo racconta attraverso un tratto sottile, l’eleganza e la regalità di una donna, prima che principessa, che grazie all’amore riesce a compiere una conversione dalla gelida e crudele etichetta della sovranità a cui non poteva sottrarsi e si lascia andare a un sentimento che non conosce confini.

Scorci toscani, ceramica
2 Scorci toscani, ceramica

Le ceramiche dedicate ai paesaggi sono invece di forma quadrata proprio per dare maggiore spazio al vagare dello sguardo nella campagna dei luoghi in cui Nunzia Romeo vive e che vede quotidianamente, scorci di colline raccontati attraverso uno stile semplice, stilizzato come lo sono i suoi disegni ma in questo caso arricchiti di colori basici e molto sfumati che infondono alle opere una sensazione soffusa, un sollievo nel lasciar vagare lo sguardo verso panorami tranquilli e bucolici davanti ai quali il tempo sembra fermarsi, sospendersi per accogliere chiunque desideri far parte di quella dimensione rilassante e avvolgente.

tempo ceramica
3 Tempo, ceramica
soli ceramica
4 Soli, ceramica

Il suo stile è un Figurativo minimalista, in cui disegno diviene necessità di semplificazione, nel quale le linee sono l’essenza stessa delle immagini riprodotte, senza eccesso, senza la necessità di sottolineare e porre l’accento sui dettagli poiché ciò che conta è la forma, l’immediatezza di ciò che l’occhio, nella sua basilare semplicità, riesce a cogliere.

Rinascita, revival
5 Rinascita, revival

La ricerca dell’essenzialità delle figure emerge anche nelle opere su tela, nelle quali però si svela la tendenza a un’accresciuta interiorizzazione, un’esigenza maggiormente introspettiva di Nunzia Romeo; racconta di rinascita, di libertà di essere nei suoi oli su tela, mantenendo lo stile minimalista che la contraddistingue pur facendo entrare maggior colore nelle opere, sebbene sempre limitato alla sostanza di ciò che desidera esprimere e lasciandolo comprimario, attore non protagonista rispetto ai contorni dei disegni, al tratto basico fondamentale per donare risalto alle linee.

Due dimensioni di donna
6 Due dimensioni di donna

Nel corso della sua carriera Nunzia Romeo ha preso parte a numerose mostre collettive su tutto il territorio nazionale, portando alla luce la sua capacità di dare voce alle ceramiche in modo del tutto differente da quello tradizionale e arricchendole con il proprio punto di vista sull’arte.

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