Nuovi bonus, cambiano le regole: ecco come fare per non perdere le agevolazioni

Il 2026 si è aperto con grandi novità per i contribuenti interessati a riceve i bonus statali e le novità non sono ancora finite.

Dal 2026 cambiano in modo significativo le regole per accedere ai bonus edilizi condominiali, con un nuovo sistema che richiede maggiore attenzione da parte dei proprietari. Il rischio principale riguarda la possibilità di ottenere una detrazione più bassa se non viene effettuata una comunicazione formale all’amministratore di condominio.

La modifica nasce dall’esigenza di rendere più preciso il flusso di informazioni verso l’Agenzia delle Entrate, soprattutto per le spese sostenute sulle parti comuni. Gli amministratori devono infatti trasmettere entro il 16 marzo 2026 i dati relativi ai lavori effettuati nel 2025, indicando per ciascun condomino la quota di spesa imputata.

I nuovi bonus edilizi del 2026

Da quest’anno, però, la trasmissione deve includere anche la destinazione d’uso dell’immobile, elemento decisivo per stabilire la percentuale di detrazione spettante. La distinzione tra abitazione principale e seconda casa determina infatti l’accesso alla detrazione del 50% o del 36%, con differenze economiche rilevanti.

Nuovi bonus, cambiano le regole
Da quest’anno serviranno nuovi documenti per richiedere il bonus – lopinionista.it

L’amministratore non può stabilire autonomamente questa informazione, poiché non sempre la residenza anagrafica coincide con la dimora abituale del contribuente. Per questo motivo l’onere informativo ricade interamente sul singolo proprietario, che deve comunicare tempestivamente la propria situazione.

In assenza di una dichiarazione formale, l’amministratore è obbligato ad applicare la detrazione più bassa, inserendo automaticamente il 36% nella comunicazione fiscale. Il contribuente potrà correggere il dato nella dichiarazione precompilata, ma perderà i vantaggi legati all’accettazione senza modifiche.

Gli obblighi degli amministratori diventano quindi più articolati, poiché devono includere nella trasmissione un elenco analitico delle spese sostenute. Ogni voce deve essere accompagnata dalla quota attribuita a ciascun condomino, oltre alla destinazione d’uso dell’unità immobiliare.

Questa informazione viene poi riportata automaticamente nella dichiarazione dei redditi precompilata, semplificando i controlli dell’Agenzia delle Entrate. Il nuovo sistema introduce anche un campo specifico nella dichiarazione, che distingue tra abitazione principale e seconda casa tramite codici dedicati.

Il codice 1 identifica l’immobile adibito a dimora principale, mentre il codice 2 riguarda proprietari non residenti o titolari di diritti personali di godimento. Se il condòmino non comunica nulla, l’amministratore deve lasciare il campo vuoto, segnalando l’assenza di informazioni utili alla determinazione della detrazione.

In questo caso l’Agenzia applicherà automaticamente il 36%, costringendo il contribuente a intervenire manualmente nella dichiarazione. La conseguenza più rilevante non è solo la detrazione ridotta, ma anche la perdita dell’esonero dai controlli preventivi previsto per chi accetta la precompilata senza modifiche.

Per evitare problemi è quindi fondamentale comunicare per tempo la destinazione d’uso dell’immobile, garantendo l’applicazione corretta della detrazione spettante. Il 2026 segna così un cambiamento importante, che richiede maggiore attenzione ma permette una gestione più trasparente dei bonus edilizi condominiali.