Le più recenti evidenze scientifiche indicano che l’olio extravergine di oliva non può essere considerato un semplice condimento, ma un vero e proprio “interruttore metabolico”. I suoi composti bioattivi, in particolare i polifenoli, contribuiscono a modulare infiammazione, risposta glicemica e utilizzo dei grassi da parte dell’organismo.
Nel caso dell’attività fisica ad alta intensità, l’olio extravergine di oliva svolge una funzione rilevante nel recupero muscolare. Gli allenamenti intensi generano micro-lesioni e infiammazione: in questo contesto, sostanze come l’oleocantale contribuiscono a ridurre la risposta infiammatoria, favorendo tempi di recupero più rapidi. Allo stesso tempo, i grassi monoinsaturi forniscono un’energia stabile e prolungata, particolarmente utile negli sport di resistenza. Le quantità possono arrivare fino a 4-6 cucchiai al giorno negli atleti, distribuiti tra i pasti principali.
Anche nei regimi ipocalorici, l’olio extravergine di oliva si rivela un alleato efficace. L’acido oleico contribuisce a regolare l’appetito e a ridurre la fame nervosa, mentre la presenza di grassi rallenta l’assorbimento degli zuccheri, evitando picchi glicemici e favorendo un migliore equilibrio metabolico. In questi casi, le quantità consigliate sono più contenute – circa 1-2 cucchiai al giorno – ma risultano fondamentali per garantire l’assorbimento delle vitamine e sostenere il corretto funzionamento dell’organismo.
In vista della stagione estiva, l’olio extravergine di oliva si inserisce quindi nei percorsi di “remise en forme” come elemento di equilibrio tra nutrizione e metabolismo. Un utilizzo di circa 2-3 cucchiai al giorno consente di sostenere la digestione, migliorare la stabilità energetica e contribuire a una gestione più efficace del peso.
Ma non è solo una questione di quantità. Le ricerche più recenti evidenziano come l’efficacia dell’olio extravergine aumenti quando viene abbinato correttamente agli altri alimenti. Condire verdure come broccoli o rucola, ad esempio, ne migliora l’assorbimento dei composti attivi, con effetti positivi sul metabolismo cellulare. Allo stesso modo, l’abbinamento con cereali integrali o legumi contribuisce a ridurre l’impatto glicemico del pasto, mentre l’utilizzo insieme a proteine magre aiuta a prolungare il senso di sazietà e a limitare il desiderio di zuccheri nelle ore successive.
Anche l’uso combinato con spezie come peperoncino o curcuma può favorire un aumento del dispendio energetico, contribuendo a sostenere i processi metabolici. Un insieme di accorgimenti semplici che trasformano l’olio extravergine di oliva da condimento a vero e proprio elemento funzionale della dieta.
“La qualità dell’olio extravergine di oliva è determinante non solo per il gusto, ma anche per il suo impatto sull’organismo – sottolinea il presidente di AIFO Alberto Amoroso – È importante che i consumatori comprendano come questo alimento possa adattarsi a diversi stili di vita, dallo sport alla gestione del peso. Tutte le attività che stiamo portando avanti insieme ad Italia Olivicola nell’attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115 hanno proprio questo obiettivo: informare e accompagnare verso scelte alimentari più consapevoli, valorizzando il lavoro dei frantoiani e la qualità reale dell’olio extravergine di oliva”.
Un elemento centrale resta infatti la qualità del prodotto: la presenza di polifenoli e composti bioattivi dipende dai processi produttivi e dalle modalità di conservazione, che determinano il reale valore nutrizionale dell’olio.
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