Orlando: “Stop alle discriminazioni delle donne con domande personali pre-assunzione”

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ROMA – Bisogna “costruire meccanismi di piattaforme anonime che denuncino chi viola l’articolo 27” del codice delle Pari opportunità che prevede il divieto di fare “domande sulla vita personale alle donne al momento dell’assunzione”, perché “questo è il momento in cui impresa decide se assumere un uomo o una donna. E’ mia intenzione promuovere una azione che incida su questo passaggio”. Lo ha affermato il ministro del Lavoro Andrea Orlando.

“Io sul tavolo ho due questioni che credo siano di incredibile attualità rispetto ai numeri della pandemia, politiche attive lavoro e ammortizzatori: avere un buon sistema aiuta tutti e prevalentemente le donne, che sono quelle progressivamente marginalizzate all’interno del mercato del lavoro”, ha aggiunto. Bisogna individuare “misure specifiche che favoriscano l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro” a partire da “infrastrutture di prossimità” per sollevarle dai carichi familiari e di cura e superamento del divario salariale tra uomini e donne”.

“C’è una questione non più eludibile che riguarda la possibilità di costruire in tutto il Paese standard che valutino i livelli essenziali sul fronte dell’erogazione del welfare, perché abbiamo due Italie e in una le infrastrutture sociali non ci sono e lavorare per una donna è praticamente impossibile”. E infine: “Avere standard unici è una risposta potente per evitare l’impraticabilità del lavoro per milioni di donne o la scelta” di lasciare “con la nascita del primo figlio”. Al Nord e nelle grandi aree urbane dove ci sono i servizi, ha osservato, “l’occupazione femminile è più alta”.