
Quindi “in quest’epoca di crescenti tensioni e conflitti globali, Hiroshima e Nagasaki si ergono come ‘simboli della memoria’ che ci esortano a rifiutare l’illusione di una sicurezza fondata sulla distruzione reciproca. Dobbiamo invece forgiare un’etica globale radicata nella giustizia, nella fraternità e nel bene comune. Prego pertanto che questo solenne anniversario serva da invito alla comunità internazionale a rinnovare il suo impegno nel perseguire una pace duratura per tutta la nostra famiglia umana: una pace disarmata e disarmante”, sottolinea il pontefice rilanciando le sue stesse parole della prima benedizione apostolica del momento della sua elezione, l’8 maggio.











