Parla il proprietario di Kaos: “Forse non addestrerò più”

L’AQUILA – “Non so se continuerò a fare l’addestratore e attività con associazioni cinofile, il dolore è molto forte, ho perso un compagno di vita e di lavoro che viveva in casa con me, vedremo cosa succederà”. Così Fabiano Ettorre, l’addestratore aquilano proprietario di Kaos, il pastore tedesco di tre anni e mezzo, uno dei cani eroi dei terremoti del 2016, trovato morto nel giardino di casa a Sant’Eusanio Forconese e sul quale è stata disposta l’autopsia per stabilire se si tratti di avvelenamento.

La figlia di Kaos, Kora, e la sua compagna, Kira, sono rimaste con Ettorre nella casa dove viveva anche il cane eroe. La presenza dei due cani non migliora il morale dell’ addestratore. “Vedendo Kora e Kira il dolore è ancora più forte – spiega ancora sconvolto Ettorre – mi fa ancora più male perché soffro anche per quello che provano loro due”. Ettorre poi rivela che avrebbe dovuto dare Kora, cucciola di due mesi, a un amico. “Ma ora – dice – l’ho chiamato e gli ho detto che devo pensarci”.

Sulle doti di Kora, se può ripercorrere le orme del padre, Ettorre è sicuro: “È una bella cagnetta, ha un bel carattere, gli assomiglia ma non sarà mai come Kaos, lui aveva l’aiuto del prossimo nel suo cuore: era proprio portato, perciò non so chi poteva volergli male”.

“I cani antiveleno dei carabinieri forestali hanno segnalato tre punti in cui Kaos ha perso la bava. Ora l’Istituto zooprofilattico di Teramo dovrà analizzarli. Insieme ai risultati dell’autopsia si saprà con certezza, come io credo, che il mio cane è stato avvelenato”. A fare il punto sulle indagini dei carabinieri forestali è lo stesso Ettorre.

Il coordinamento delle indagini è stato affidato al pm David Mancini. Da fonti investigative emergerebbe che nel corso del sopralluogo nel giardino della casa di Sant’Eusanio Forconese e nei dintorni non sarebbero stati trovati bocconi avvelenati.

Ettorre, 40 anni, è stato sentito dagli investigatori ai quali ha raccontato per larga parte i fatti ripetuti in questi giorni di grande attenzione mediatica sulla morte del suo cane. “Sono ancora molto provato, ma ho ripercorso quanto è accaduto: ho trovato Kaos intorno a mezzogiorno di sabato scorso in una parte nascosta del giardino, lo avevo sentito abbaiare l’ultima volta alle due di notte – spiega all’ANSA – non riesco a capire perché abbiano dovuto fare del male a un animale molto buono che non dava davvero fastidio a nessuno”.