“Pino Daniele Alive, la mostra” a Napoli fino al 31 dicembre

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NAPOLI – Sabato 18 settembre è stata inaugurata “Pino Daniele Alive, la mostra” al complesso di Santa Caterina a Formiello (Napoli). L’idea del progetto nasce dalla collaborazione di Alessandro (figlio di Pino Daniele) e del fotografo Guido Harari. All’interno dell’esposizione è possibile vedere per la prima volta in grande formato scatti iconici di Pino Daniele, realizzati dai fotografi che lo hanno seguito più da vicino nell’arco della sua carriera. Immagini che hanno caratterizzato le copertine dei suoi dischi storici e fotografie inedite, digitalizzate appositamente per la mostra.

La cornice suggestiva della Fondazione Made in Cloister, grazie alle sue caratteristiche architettoniche, riuscirà a guidare naturalmente il pubblico in un percorso multimediale, alla scoperta degli aspetti più complessi e privati di Pino. Ad arricchire l’esposizione anche oggetti e strumenti cari all’artista, tra gli altri, alcune sue chitarre rese celebri dalle copertine dei suoi dischi, il mandolino utilizzato per le registrazioni di “Napule è” e i fogli scritti di suo pugno con le scalette dei concerti. Una soundtrack d’eccezione accompagna i passi del pubblico: alcuni brani del repertorio dell’artista sono presentati in chiave inedita, con stralci audio della sola voce e/o della sola chitarra isolate dal resto degli strumenti. A ritmare la dimensione volutamente più intima dell’ascolto, i respiri di Pino Daniele inframezzano le varie esecuzioni.

La mostra è anche un contenitore di attività no profit a cura della Pino Daniele TrustOnlus, che, grazie alla collaborazione di SIAE–Società Italiana degli Autori ed Editori, arricchirà il programma con una serie di attività di formazione artistico-musicale, con incontri dedicati ai licei musicali, istituzioni e corsi accreditati dal MIUR AFAM. In ordine cronologico alcuni ritratti giovanili scattati da Lino Vairetti (leader degli Osanna), per passare alle immagini di Mimmo Jodice, Cesare Monti, Guido Harari, Luciano Viti, Giovanni Canitano, Adolfo Franzò, Roberto Panucci e Letizia Pepori.