“In questo contesto – ha affermato – loro mettono fuori una proposta che a nostro avviso è pasticciata, è un tentativo di distrarre l’attenzione dalla mancanza di risposte economiche e sociali in questa manovra, ma non per questo è meno pericolosa. Pericolosa perché? Perché è una proposta di riforma costituzionale che indebolisce il Parlamento, e non ne ha bisogno, anzi. Abbiamo visto in questi anni un abuso della decretazione d’urgenza che comprime molto il ruolo del Parlamento. Questo è un male antico, che non nasce con questo governo, bisogna dire che questo governo ce la sta mettendo tutta per battere ogni record. Già 43 sono stati quest’anno i decreti fatti d’urgenza”.
“Dall’altra parte – ha osservato la segretaria del Pd – è una riforma che indebolisce le prerogative del presidente della Repubblica. E noi pensiamo che se c’è un’istituzione che in questi ultimi dieci anni di navigazione difficile per l’Italia ha garantito la stabilità e la credibilità internazionale del Paese è il presidente della Repubblica. Quindi per noi non sono da limitare quelle prerogative. E lo fa, checché ne dicano in conferenza stampa, perché è una riforma che in qualche modo toglie una prerogativa importante che è quella della nomina del presidente del Consiglio, si limita a ratificare l’esito elettorale, ma anche della gestione delle eventuali crisi, così come il potere dello scioglimento delle Camere, che è proprio prerogativa essenziale del presidente della Repubblica”.
Il premierato per Elly Schlein indebolisce il capo dello Stato anche perché “se ci sono due figure che oggi sono entrambe espressioni dell’organo di massima rappresentanza, è dal Parlamento che emerge l’elezione del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio, ma se uno dei due è eletto direttamente è chiaro che questo indebolisce il ruolo e la figura di garanzia” del Quirinale, “che è sempre stato molto importante nel nostro equilibrio costituzionale”. In conclusione, ha osservato la leader Dem, “si può ben dire che è uno stravolgimento della nostra Costituzione e della Repubblica parlamentare. Ci confronteremo con le altre opposizioni ma naturalmente utilizzeremo ogni strumento possibile nella dialettica parlamentare per ostacolare un disegno che pensiamo pericoloso”.
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