
E ricordando di essere anche responsabile del comitato degli affari del personale, prosegue: “Una volta assunte, queste persone hanno fatto altri concorsi o cercato altre soluzioni, ad esempio al Senato o in altre istituzioni dove guadagnavano meglio. E’ legittimo. Ma la Camera spende soldi per prendere personale e poi lo cede ad altre istituzioni, questa modalità è nociva per la Camera”.
Dunque ha concluso: “Nella stesura dell’emendamento, siccome gli istituti comuni prevedono anche i parlamentari, chi ha fatto l’ordine del giorno ha scritto anche la parola ‘parlamentare’, ma proprio perché io non condividevo quell’ordine del giorno, non è stato mai ufficializzato. Non c’è nel fascicolo della Camera, non verrà discusso, se lo stanno inventando facendo sciacallaggio su una questione che, per la sua genesi, è importante e seria che deve mettere al riparo la Camera in quanto tale”.
Nella sua difesa-attacco ai 5 Stelle per le accuse su un suo presunto ordine del giorno sui vitalizi, Rampelli ha sottolineato che la decisione di equiparare i parlamentari agli altri nel trattamento pensionistico, con “il vincolo di andare in pensione esattamente alla stessa età degli altri lavoratori dipendenti”, è stata presa dal centrodestra nel 2011″ e che “il sottoscritto ha votato a favore di quella norma”. Rampelli nel suo video ha quindi scandito che il suo voto non fu “contro non i vitalizi in quanto tale, quest’oggetto misterioso… ma contro il proprio vitalizio. Io ho votato contro i miei interessi personali, non so se gli straccioni citati prima (riferendosi al M5s, ndr) sarebbero capace di farlo”.
Dunque ha ribadito che “l’ordine del giorno che loro agitano è una fake news, non esiste e comunque era indirizzato solo a evitare la transumanza dalla Camera di dipendenti e dirigenti verso altre amministrazioni”.











