Rapporto Ispra: Brescia la città con più polveri sottili

Brescia

Anche Torino e Lodi sforano i limiti di pm10, mentre Roma è maglia nera per le voragini

Brescia risulta la città italiana con il maggior numero di superamenti del limite giornaliero di pm10, le cosiddette “polveri sottili”: ben 87 sforamenti. Seguono Torino e Lodi. La città più virtuosa è invece Viterbo, che nel corso dell’anno non ha superato il limite neanche una volta. Lo rileva l’edizione 2018 del Rapporto Ispra-Snpa “Qualità dell’Ambiente Urbano” presentato in Senato. Il dossier ha analizzato 120 città e 14 aree metropolitane: ben 19 sono le città italiane con valori giornalieri di pm10 oltre la norma.

Le polveri sottili, soprattutto quelle estremamente fini con pm2,5 ‒ ovvero un diametro inferiore a 2,5 micron ‒ penetrano in profondità nei polmoni fino a raggiungere gli alveoli, e una cronica esposizione a livelli elevati di queste sostanze riduce l’aspettativa di vita e aumenta il rischio di gravi patologie quali l’infarto del miocardio, il cancro al polmone e l’ictus cerebrale.

Altro dato preoccupante che risulta dal dossier dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale sono i fenomeni di sprofondamento, che vedono Roma in cima alla lista con 136 voragini nell’arco di 10 mesi. Inoltre, come viene specificato, “il Comune di Roma, tra il 2016 e il 2017, ha visto sfumare tra i 25 e i 30 milioni di euro in termini di perdita dei principali servizi eco sistemici”. Le città del Centro-Sud risultano quelle più colpite dal fenomeno delle voragini: al Nord si registra, tuttavia, un aumento dei casi.

Il 3,6% delle città italiane risulta a rischio frane. Tra i comuni più popolosi a rischio frana vi sono Napoli, Genova, Catanzaro, Chieti, Massa, Palermo.

Decisamente insufficiente risulta poi il verde urbano. Il verde pubblico presenta valori inferiori al 4% in 84 delle 116 città per cui è disponibile il dato, e inferiori all’1% in 34 città. La disponibilità procapite di verde pubblico nelle città italiane è decisamente bassa: ammonta infatti a 31 metri quadrati per abitante, e in alcune metropoli del Nord scende fino ai 6,3 di Genova o ai 17,9 di Milano. Questo è il risultato dell’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat in relazione al dossier dell’Ispra. “Nonostante solo poco più dell’8% dei comuni abbia approvato un piano per il verde,” sottolinea la Coldiretti, “di fronte all’evidente cambiamento del clima in atto non si può continuare a rincorrere le emergenze, ma bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato, considerato che una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno”.

Tra le varietà botaniche più indicate per la lotta allo smog la Coldiretti indica la Betulla Verrucosa, L’Acero Riccio, il Frassino, Il Tiglio Selvatico e il Ginkgo Biloba. Vi sono, comunque, segnali positivi: il rapporto Ispra rileva un graduale calo delle concentrazioni di pm10, pm 2,5 e No2. Le emissioni di pm10 primario, prodotto da riscaldamento domestico, trasporti, industrie e fenomeni naturali, sono diminuite del 19% in dieci anni.

A cura di Barbara Miladinovic