Rapporto OCSE: i millennials esclusi dal ceto medio

Angel Gussia segretario ocse

La middle class se è ridotta fortemente in 40 paesi sviluppati

NEW YORK ‒ Nei paesi sviluppati si sta indebolendo in modo graduale e progressivo il ceto medio. È questo il contenuto del report “Under pressure: the squeezed middle class” presentato a New York dall’OCSE. A causa dell’arresto degli aumenti salariali e dei costi delle case alle stelle, in base ai dati forniti dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, la media delle famiglie del ceto medio in difficoltà è pari al 43%. In Italia, la percentuale sale al 73%. Nel report viene specificato che con la globalizzazione economica e con lo sviluppo delle tecnologie una parte delle attività lavorative precedentemente svolte dal ceto medio sono state automatizzate e ciò ha ridotto i posti di lavoro.

A questo si aggiunge il fatto che il costo di beni e servizi fondamentali quali ad esempio la casa, hanno visto una crescita più rapida rispetto a quella dei salari. Di conseguenza, la classe media ha visto una riduzione del suo patrimonio e della possibilità di accumulare ricchezze, e in alcuni casi ha contratto dei debiti.

Il punto è che tra le funzioni più importanti della middle class vi è proprio quella di sostenere i consumi (investendo in istruzione e abitazione) e il sistema del welfare (attraverso il pagamento delle tasse), ma questi due importanti elementi della società moderna sono a rischio nel momento in cui il ceto medio, sottoposto a pressioni troppo forti, vede indebolirsi la sua influenza economica.

Questa istantanea fornita dall’OCSE lascia presagire che le giovani generazioni non avranno possibilità analoghe a quelle di cui hanno usufruito i loro genitori.

Il 70% dei baby boomers ‒ coloro che sono nati nei paesi sviluppati tra il 1945 e il 1964 ‒ facevano parte della classe media nel corso della loro adolescenza e giovinezza, mentre per i millennials la percentuale è scesa al 60%. L’OCSE lancia dunque un forte appello ai governi affinché adottino politiche fiscali e abitative che rendano più accessibili le abitazioni e i servizi alla popolazione.

Il segretario generale dell’OCSE Angel Gurría afferma che “i governi devono ascoltare le inquietudini dei cittadini, e proteggere e promuovere gli standard di vita della classe media. Ciò consentirà di stimolare una crescita economica inclusiva e sostenibile e di creare un tessuto sociale più stabile e solidale”.

A cura di Barbara Miladinovic