Vecchioni a Domenica in: “Bisogna alzarsi e tirarsi su sempre, la vita è fatta di rivincite continue”

ROMA – Ospite nel salotto di Mara Venier a Domenica In su Rai1, Roberto Vecchioni si è raccontato in una profonda intervista, tra musica e parole. A proposito della sua famiglia ha spiegato: “Io ho avuto questo centro di attenzione e passione continuo nella mia vita. Tutti gli altri sì, amici, non amici, contavano, ma lì mi sentivo sicuro, con l’amore di questa donna meravigliosa che è mia moglie, e col crescere di questi ragazzi a cui tentavo di insegnare che nella vita non contano affatto i successi e i soldi, ma conta soprattutto quello che hai dentro e riesci a mettere fuori. E loro sono venuti fuori tutti così, e io sono felice perché almeno un insegnamento gliel’ho dato”.

“Il mio ragazzo che vedete al centro non c’è più perché ha avuto un momento drammatico della sua vita e se n’è andato”, ha raccontato commentando le immagini dei suoi figli, “e io e mia moglie abbiamo fondato una fondazione, la Fondazione Vecchioni per la difesa dei malati mentali e per un supporto alle famiglie che non sanno come fare. C’è modo di aiutarsi, si può guarire o comunque si può stare al mondo. L’ha voluto fortemente mia moglie che è il capo di tutta questa situazione: è uguale a suo figlio e ancora, dopo 3 anni, ha tutto il dolore. Daria sta un po’ meglio ma forse perché è riuscita a dare a suo figlio che non c’è più una costruzione che serve anche a tanti altri. Un ragazzo su 7 in Italia soffre di malattie mentali, e la seconda causa di morte dopo gli incidenti è il suicidio. Pensate che cosa grave, e ce ne occupiamo pochissimo”.

Il cantautore si è commosso nel ricordare suo figlio Arrigo, prematuramente scomparso, ma ha anche lanciato un messaggio positivo: “Bisogna alzarsi, bisogna tirarsi su sempre, la vita è fatta di rivincite continue, e bisogna averlo sempre nel cuore come vivo quello che non c’è più. E io ho vivo mio padre, ho viva mia madre, ho vivo questo mio bambino che era meravigliosamente molto più bravo di me a poetare ma il mondo veramente non se lo meritava: ogni volta che usciva nel mondo nessuno lo capiva. Io sì però, e lui è qui dentro e mi parla, non sto scherzando. La sera prima di dormire parlo sempre con lui e mi dice delle cose bellissime, che si sta benissimo dove è andato a finire, perché io credo che ci saranno almeno quattro angeli che gli stanno dando la mano, l’ala”.