
A intervenire all’incontro, moderato dal direttore HTSI – Il Sole 24 Ore, Nicoletta Polla Mattiot, oltre al presidente di AssoConcerti, Bruno Sconocchia, anche il Ministro del Turismo On. Gianmarco Mazzi e il critico musicale Gino Castaldo. Un settore che conferma una crescita costante nel periodo post-pandemico: secondo i dati forniti da SIAE relativi ai numeri del genere “Pop, rock e leggera”, nel corso dell’anno si sono svolti 40.324 spettacoli, per un totale di 26.371.010 spettatori e una spesa complessiva del pubblico pari a 1.089.248.353 euro.
“Con una crescita nel 2025 del 42% rispetto all’anno precedente, i nostri associati continuano a rappresentare il cuore del sistema, coprendo quasi il 70% del mercato”, ha dichiarato Bruno Sconocchia. “La musica live garantisce capillarità e diffusione culturale su tutto il territorio nazionale, dalle grandi città ai piccoli centri, creando occasioni di aggregazione, incontro e partecipazione sociale”. Gli oltre 40.000 spettacoli e 26 milioni di spettatori confermano come i concerti siano un potente motore del turismo musicale, con ricadute significative su trasporti, ospitalità, ristorazione e commercio locale.
La ricerca, realizzata in collaborazione con l’Università di Pisa, evidenzia che nel 2025 le ricadute economiche complessive del settore hanno raggiunto i 4,3 miliardi di euro. Tra i casi più significativi del 2024 figurano i concerti di Taylor Swift a Milano e David Gilmour a Roma: nel primo caso, il 77% degli spettatori proveniva da fuori regione, con una quota estera del 30%, una spesa media individuale di 570 euro e un impatto economico di 73 milioni di euro; nel secondo, l’83% del pubblico arrivava da altre regioni, con stranieri al 43%, una spesa media di 827 euro e ricadute pari a 60 milioni di euro. A livello nazionale, la stima per il 2025 supera gli 11 milioni di pernottamenti legati agli eventi di musica dal vivo.
“Come per ogni comparto, è necessaria una politica industriale”, ha poi sottolineato Bruno Sconocchia, rivolgendosi alle istituzioni, “La musica popolare contemporanea è ora a tutti gli effetti un’industria: una definizione che descrive la complessità del settore, i modelli organizzativi e operativi, l’entità degli investimenti richiesti e le ricadute economiche e occupazionali generate. Non chiediamo assistenzialismo, ma strumenti capaci di sostenere un tassello fondamentale e strategico per la cultura, il benessere, la coesione sociale e l’occupazione, per gli importanti effetti anche sul turismo e sull’economia dei territori”.
“Io sono arrivato alla conclusione di sostenere con forza questo sistema industriale, che è qui rappresentato da Bruno Sconocchia e, in generale, dall’industria della musica che è un comparto importantissimo dell’industria della cultura”, ha spiegato il Ministro del Turismo On. Gianmarco Mazzi. “Perché anche la musica che viene definita ‘leggera’ è espressione di cultura, come ha sottolineato anche il Presidente Mattarella. E a me piace il termine ‘leggera’, perché in un mondo dominato dalla pesantezza ben venga chi porta della leggerezza. Questa mia consapevolezza si è consolidata proprio quando ero alla Cultura. Forse la musica pop è una forma culturale anche più forte dello sport: è una relazione umana che porta più unità, unione, condivisione, affratellamento, collegialità. Quando si va a vedere un concerto ci sono 100.000 persone, tutte lì per divertirsi. Questo è un mondo che è un patrimonio da sostenere”, ha concluso il ministro.










