
Un “preoccupato allarme” a meno di 20 giorni dal referendum sulle trivelle è stato lanciato da associazioni, movimenti e cittadini, secondo cui “quando qualcuno afferma con ostinazione che votare è inutile: non è vero che i pericoli sono cessati e che le piattaforme a ridosso della costa sono solo un incubo del recente passato”.
Secondo Legambiente e Wwf, “un pronunciamento referendario forte darebbe più consistenti garanzie sul futuro dell’economia sana dei territori e sulla salute dei cittadini”. Soprattutto la vittoria del ‘sì’, dicono gli ambientalisti, “impedirà ulteriori ampliamenti che altrimenti restano possibili”.











