Ricostruzione post sisma, Castelli: “È leva di sviluppo per il futuro delle Marche”

Guido Castelli
Guido Castelli

ROMA – La ricostruzione post-sisma non è più soltanto una risposta all’emergenza provocata dal terremoto del 2016, ma una leva di sviluppo economico e sociale per le Marche e per l’intero Appennino centrale. È la lettura fornita dal commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli commentando il Rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia marchigiana. Secondo Castelli, in un quadro caratterizzato da incertezze internazionali, rallentamento degli investimenti e difficoltà per alcuni comparti produttivi, emerge con evidenza il ruolo strategico degli investimenti pubblici e, in particolare, della ricostruzione.

“Per anni abbiamo considerato la ricostruzione principalmente come una risposta necessaria a una tragedia – afferma il commissario – Oggi siamo in una fase diversa e più matura: i dati ci consentono di affermare che rappresenta anche una leva di sviluppo economico e sociale per l’intero territorio”. Il commissario richiama i dati evidenziati nel rapporto, sottolineando come la crescita del settore delle costruzioni legata sia all’attuazione del Pnrr sia all’avanzamento della ricostruzione post sisma.

In particolare, evidenzia l’aumento del valore aggiunto del comparto costruzioni (+2,8%) e la crescita delle ore lavorate (+9,4%), superiore alla media nazionale (+2,6%): “Migliaia di cantieri aperti significano lavoro per imprese, professionisti, artigiani, tecnici e operai e generano domanda per l’intero sistema produttivo locale”. Castelli rivendica inoltre l’attenzione posta alla sicurezza nei cantieri e alla legalità, ricordando l’introduzione del badge di cantiere e la digitalizzazione dei processi organizzativi. In una fase in cui molte imprese mostrano prudenza negli investimenti “la ricostruzione svolge una funzione di stabilizzazione, garantendo continuità a investimenti e sostenendo il tessuto economico locale”.