All’interno della compilation trovano spazio tutte le 30 canzoni in gara tra i Big e, nella versione cd, anche i quattro brani delle Nuove Proposte (ma solo nella versione CD e digitale), rendendo l’ascolto un viaggio completo attraverso le sfumature della musica italiana contemporanea. Il primo disco attraversa atmosfere intime e slanci pop con “I romantici” di Tommaso Paradiso, “Male necessario” di Fedez & Marco Masini, “Che fastidio!” di Ditonellapiaga, “Ti penso sempre” di Chiello e “Stupida sfortuna” di Fulminacci. Si prosegue con “Uomo che cade” di Tredici Pietro, “Ai ai” di Dargen D’Amico, “La felicità e basta” di Maria Antonietta & Colombre, “Ogni volta che non so volare” di Enrico Nigiotti e “Qui con me” di Serena Brancale, fino a “Le cose che non sai di me” di Mara Sattei e “Naturale” di Leo Gassmann. La sequenza continua con “Avvoltoi” di Eddie Brock, “Poesie clandestine” di LDA & Aka 7even, “Italia starter pack” di J-Ax, “Manifestazione d’amore” di Mazzariello e “Nei miei dm” di Blind, El Ma & Soniko, questi ultimi due presenti come Nuove Proposte solo nella versione cd.
Il secondo disco amplia ulteriormente il panorama emotivo e stilistico con “Magica favola” di Arisa, “Per sempre si” di Sal Da Vinci, “Animali notturni” di Malika Ayane, “Stella stellina” di Ermal Meta e “Sei tu” di Levante. Seguono “Ossessione” di Samurai Jay, “Voilà” di Elettra Lamborghini, “Labirinto” di Luchè, “Prima che” di Nayt e “Tu mi piaci tanto” di Sayf, affiancati dall’energia di “Resta con me” delle Bambole Di Pezza e dall’intensità di “Prima o poi” di Michele Bravi. La parte finale del disco è affidata a “Ora e per sempre” di Raf, “Il meglio di me” di Francesco Renga, “Opera” di Patty Pravo e ai brani delle Nuove Proposte “Mattone” di Angelica Bove e “Laguna” di Nicolò Filippucci. A completare la raccolta c’è anche “Emigrato (italiano)” di Welo, bonus track e jingle ufficiale del Festival, rielaborato per accompagnare ogni serata e diventato uno dei simboli sonori di questa edizione. La compilation di Sanremo 2026 non è solo un supporto discografico, ma un racconto corale che permette di ritrovare, ascolto dopo ascolto, l’anima di un Festival capace di rinnovarsi senza perdere il legame con la propria storia.
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