Sarà Pechino il protagonista dei prossimi negoziati per arrivare a un cessate il fuoco? Se ne parla a ‘Presadiretta’

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ROMA – ‘PresaDiretta’ torna a raccontare la guerra in Ucraina per capire come si stanno muovendo gli attori in campo nella complessa partita delle trattative per la pace. Sarà la Cina il protagonista dei prossimi negoziati per arrivare a un cessate il fuoco? E quali sono le conseguenze delle sanzioni internazionali contro la Russia sulla nostra economia? Se ne parlerà lunedì 14 marzo, in prima serata su Rai 3.

Fallito in Turchia il primo round tra i Ministri degli Esteri russo e ucraino, il governo di Erdogan resta crocevia di trattative. Adesso potrebbe essere il turno di Xi Jinping che ha detto: la Cina è pronta a mediare. E Washington è d’accordo con questa mediazione? O teme che la Cina possa diventare troppo forte? Intanto il rublo è in caduta libera e l’impatto della guerra ha scatenato un effetto domino anche a casa nostra. L’economia italiana, che dopo la pandemia era ripartita è di nuovo in sofferenza. Riccardo Iacona ne parlerà con i suoi ospiti in studio e in collegamento.

PresaDiretta prova a raccontare la guerra in Ucraina sullo scacchiere della geopolitica, tra interessi politici ed economici. Sullo sfondo della guerra fredda che da anni contrappone Usa e Cina c’è il faraonico progetto cinese che dovrebbe far rivivere l’antica “via della seta” collegando l’Asia, l’Europa e l’Africa con investimenti in ogni settore e che coinvolge 139 paesi, tra cui l’Italia.

L’attacco militare russo contro l’Ucraina e le sanzioni internazionali sono un ostacolo alla realizzazione di questo progetto e adesso Pechino, alleato della Russia, sembra pronta a mettere il suo peso nelle trattative per arrivare alla pace. Ma come reagiranno gli Stati Uniti? E l’Europa che con la Cina ha molte relazioni economiche, riuscirà a mantenere l’armonia con l’alleato americano? E da noi, come è andata a finire con il Memorandum italiano sulla “via della seta”?

E poi la grande frenata dell’economia italiana a causa della guerra. Il costo dell’energia alle stelle ha mandato in crisi intere filiere produttive; l’export dei settori che avevano la Russia come cliente privilegiato si è fermato; le categorie più colpite sono in agitazione; le scorte di grano sono a rischio, aumentano i costi al consumo per tutta la filiera alimentare. Quanto ci costerà la guerra in Ucraina? E nelle aree del mondo già povere, quando arriverà il contraccolpo?

E poi le criptovalute, in che modo possono aiutare la Russia a sfuggire alla morsa delle sanzioni? Infine le armi e le strategie militari, PresaDiretta è andata in Estonia il confine europeo dove le forze della Nato sono più vicine alla Russia, un Paese che si sente già in guerra.