Musica

Sconocchia (AssoConcerti) commenta il Rapporto Siae 2024: “Felici dei numeri”

ROMA – “Siamo molto soddisfatti dei numeri del 2024 che confermano il ruolo centrale della musica popolare contemporanea nel settore dello spettacolo: oggi rappresenta il 40% degli incassi complessivi e quasi il 60% del mercato della musica dal vivo. Si tratta a tutti gli effetti di una delle principali industrie culturali del Paese: contribuisce alla fiscalità generale, genera occupazione, offre opportunità di lavoro a decine di migliaia di persone e produce ricchezza con impatti concreti e positivi sui territori che ospitano i concerti organizzati dai nostri associati”, così commenta il rapporto Siae 2024 Bruno Sconocchia, Presidente di AssoConcerti, l’associazione che rappresenta i principali produttori e organizzatori di musica dal vivo in Italia.

Sconocchia sottolinea con soddisfazione i risultati evidenziati dal Rapporto resi noti ieri. Il settore dei concerti di musica popolare contemporanea ha registrato performance molto positive: 38.911 eventi (+8% rispetto al 2023), 24 milioni di spettatori (+1,7%) e un incasso complessivo al botteghino stabile, pari a 898,9 milioni di euro. “La Lombardia si conferma leader assoluta con il 24% dei concerti e il 31% della spesa nazionale, mentre il Lazio si distingue per la spesa media per spettacolo, che raggiunge i 50,14 euro,” aggiunge Sconocchia. “Ma è particolarmente significativo e incoraggiante il segnale che arriva dal Mezzogiorno, dove regioni come Puglia e Campania stanno vivendo una stagione musicale intensa e dinamica”.

“Il trend positivo iniziato nel 2023 non solo si conferma, ma lascia intravedere prospettive ancora più promettenti per il 2025. I dati preliminari raccolti dai nostri associati – che rappresentano, in termini sia di fatturato che di presenza di pubblico, la grande maggioranza della realtà dei concerti in Italia– indicano infatti un’ulteriore crescita significativa. Questo anche grazie ai grandi tour di artisti italiani che stanno registrando il tutto esaurito in stadi, palazzetti e arene estive. La musica dal vivo è in ottima salute e continua a rafforzarsi come motore culturale ed economico per l’Italia”.

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Redazione L'Opinionista

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