Sin dalle prime ore dalla scossa di magnitudo 6.0 che colpì, nella notte del 24 agosto, i comuni di Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP), il personale dell’INGV si è adoperato incessantemente con tutte le sue articolazioni tecniche, scientifiche e operative per fornire il proprio contributo alle comunità colpite e al Paese tutto: dalla ricerca degli effetti geologici prodotti in superficie dal sisma al censimento dell’impatto sulle abitazione e sulle infrastrutture, passando per la densificazione delle reti di monitoraggio della sismicità, l’identificazione di eventuali effetti di amplificazione locale e il supporto concreto ai cittadini.
“In questa significativa giornata il primo pensiero va alle 299 vittime, alle loro famiglie e alle comunità di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e degli altri territori dell’Appennino centrale colpiti da quella lunga sequenza sismica”, dichiara il Presidente dell’INGV, Fabio Florindo. “Per l’INGV questo anniversario è anche l’occasione per ricordare il grande impegno del personale dell’Istituto che, fin dalle prime ore e poi per molti mesi, ha lavorato giorno e notte nel monitoraggio della sequenza, nell’analisi dei dati e nel supporto al sistema di Protezione Civile”.
“In questi dieci anni molto è cambiato. Conosciamo meglio la pericolosità sismica del nostro territorio, le reti di monitoraggio sono state ulteriormente sviluppate e possiamo contare su un sistema di sorveglianza attivo 24 ore su 24. Ma una maggiore capacità di osservare e comprendere i terremoti non significa essere al riparo dalle loro conseguenze. Non possiamo sapere quando e dove avverrà il prossimo forte terremoto. Sappiamo però che l’Italia continuerà ad avere terremoti importanti. Il punto, quindi, è utilizzare il tempo che abbiamo per ridurre la vulnerabilità degli edifici e delle infrastrutture e per far crescere la consapevolezza dei cittadini. La conoscenza scientifica e il monitoraggio hanno fatto grandi passi avanti. La responsabilità che abbiamo oggi è fare in modo che questa conoscenza contribuisca sempre di più alle scelte di prevenzione. Credo che, a dieci anni dal terremoto del 2016, questo sia anche un modo concreto per ricordare ciò che è accaduto e le persone che quella notte hanno perso la vita”, aggiunge Florindo.
“Il sisma di Amatrice ha mostrato come, già nel 2016, l’INGV fosse un Ente scientificamente e tecnicamente maturo, in grado di acquisire, con le proprie reti sismica e geodetica, dati di qualità senza precedenti; capace di utilizzare le tecnologie più avanzate, come quelle satellitari, in maniera sistematica per la migliore comprensione dei fenomeni in atto e come dato di input per i modelli numerici e analogici; in grado di assicurare la continuità operativa dei servizi di sorveglianza sismica anche in presenza di una sismicità che, nei primi giorni dopo il 24 agosto, è stata di svariate centinaia di eventi quotidiani”, ricorda il Direttore del Dipartimento Terremoti dell’INGV, Salvatore Stramondo. “La nostra comunità scientifica non ha mai smesso di studiare i meccanismi all’origine di un sisma e l’evoluzione della sismicità nell’area e in Italia Centrale, lavorando senza sosta per accrescere la conoscenza di quanto accaduto e porla al servizio della sicurezza pubblica. I rapporti tecnici e di sintesi prodotti dai Gruppi Operativi dell’Istituto hanno gettato le basi per la letteratura scientifica successiva. La ricerca scientifica sul terremoto di Amatrice e sull’intera sequenza sismica del Centro Italia del 2016 è vastissima e tutt’oggi continua a produrre studi sulle maggiori riviste peer-review internazionali”.
“La memoria di Amatrice e il pensiero alle vittime ci impone di non abbassare mai la guardia. Ancora oggi i territori colpiti affrontano un delicato e lungo percorso di ricostruzione. Da parte nostra l’impegno rimane invariato nel fare ricerca scientifica d’eccellenza che, tradotta opportunamente, consenta sempre più di costruire case, scuole e infrastrutture fatte per resistere”, conclude Stramondo.
Per ricordare la sequenza sismica del 2016-2017 l’INGV promuove una serie di iniziative volte alla conoscenza e alla memoria degli eventi, per raccontare le attività svolte e mettere a disposizione dei cittadini il patrimonio di dati e studi maturato nel corso degli anni.
L’hub delle iniziative è raggiungibile dalla pagina web “La sequenza sismica in Italia centrale”, in continuo aggiornamento, dalla quale il pubblico può accedere a diversi percorsi di approfondimento.
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