Il fenomeno è globale, ma anche l’Italia non è immune. La prevalenza nazionale è del 20%, ma raddoppia al 40% tra i 60-69 anni e supera il 42% negli over 70. Una condizione spesso silenziosa, che aumenta il rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e declino cognitivo.
È in questo scenario che interviene la human metabolist Cristina Tomasi, medico specialista in medicina interna e angiologia, che in occasione del congresso “La Rivoluzione del Metabolismo” – in programma il 18 aprile a Bolzano – presenta un vademecum operativo per ripristinare l’equilibrio metabolico e promuovere la longevità.
Tomasi propone un approccio che supera i modelli standardizzati della prevenzione e della nutrizione: non diete generiche, ma percorsi personalizzati basati sulla variabilità metabolica individuale. «La sindrome metabolica non è una malattia isolata, ma il segnale di un sistema che ha perso la capacità di regolare energia, ormoni e infiammazione», spiega. Il suo metodo si fonda su tre assi principali: stabilità glicemica, massa muscolare e ritmo circadiano, considerati i pilastri della resilienza metabolica.
Il congresso di Bolzano riunirà alcuni dei nomi più autorevoli della ricerca metabolica internazionale, tra cui Benjamin Bikman, Paul R. Reynolds, Clemens von Schacky, Georgia Ede e altri esperti di bioenergetica, nutrizione e medicina interna. Un appuntamento che punta a spostare il baricentro della medicina: dalla cura della malattia alla cura del metabolismo.
Per rendere accessibili i principi del suo metodo, Tomasi ha elaborato la Metabo-Challenge, un protocollo in 10 punti che invita a misurare i parametri chiave, stabilizzare la glicemia, costruire massa muscolare, rispettare il ritmo biologico, ridurre cibi ultra-processati, gestire lo stress e adottare abitudini quotidiane coerenti. Un percorso che mira a trasformare la consapevolezza metabolica in uno strumento concreto di prevenzione e longevità.
In un mondo in cui la sindrome metabolica cresce silenziosamente, la sfida è chiara: riconoscerla, comprenderla e intervenire prima che si trasformi in patologia. E il metabolismo, come ricorda Tomasi, è il punto da cui tutto inizia.
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