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Siracusa, presentati i primi risultati dell’indagine sulla partecipazione femminile promossa dal Comitato di Vigilanza della Camera

SIRACUSA – Al teatro comunale di Siracusa questa mattina sono stati presentati i primi risultati dell’indagine – realizzata da Ifel, con Ipsos – sulla partecipazione femminile. La rilevazione è stata promossa dal Comitato di Vigilanza della Camera, presieduto dalla Vicepresidente Anna Ascani e la presentazione è avvenuta nell’ambito del ciclo “Repubblica: sostantivo femminile”, per gli 80 anni del primo voto delle donne. Dalla ricerca emerge una crescente consapevolezza sull’importanza della piena partecipazione delle donne alla vita lavorativa e politica. Servizi, conciliazione e superamento degli stereotipi restano le leve decisive. Interventi anche della deputata Ilaria Cavo e del parlamentare siracusano e Questore della Camera Filippo Scerra.

Nella sua introduzione, Ascani ha spiegato: “Alla Camera, in occasione dell’anniversario del primo voto delle donne, ci siamo impegnati nella predisposizione di un Rapporto per la valutazione dell’impatto di genere delle iniziative legislative. Con l’obiettivo di approfondire le debolezze del sistema e focalizzare l’attenzione sulle criticità da superare, perché non possiamo permetterci di tradire la promessa di uguaglianza contenuta nella nostra Costituzione. A Siracusa abbiamo presentato gli esiti di questo lavoro e ci siamo confrontati su ciò che una classe politica deve fare per raggiungere una parità effettiva: intervenire sul lavoro, garantendo salari e condizioni contrattuali adeguate a tutte e a tutti, strutturare un congedo parentale paritario, aumentare i posti negli asili nido, per offrire servizi e opportunità ai più piccoli e sostegno alla genitorialità”.

Per la deputata, componente del Comitato, Ilaria Cavo: “Un dato che ho voluto sottolineare agli studenti è la scarsa propensione delle ragazze a scegliere le materie Stem. Solo il 16 delle laureate le scelgono, contro il 38 per cento degli uomini, e non per mancanza di predisposizione ma soprattutto per stereotipi, perché considerate ‘materie da maschi’. L’orientamento deve diventare sempre più un fondamento della scuola (rafforzando su tutti i livelli di istruzione la figura dell’orientatore recentemente introdotta). Dobbiamo poi fare i conti con un paradosso: tra i 25 e i 34 anni, le donne sono le più istruite (38% hanno la laurea contro il 25% degli uomini) ma questo non si traduce in pari opportunità lavorative. Il tema della conciliazione vita lavoro è quello su cui insistere: molto è stato fatto, dal rafforzamento dei congedi parentali all’aumento all’80 per cento dell’indennità di retribuzione, dai bonus per i nuovi nati agli esoneri contributivi per l’assunzione delle neomamme. Su questa strada occorre insistere e proseguire e non arretrare”.

Nel suo intervento, il parlamentare siracusano e Questore della Camera, Filippo Scerra, ha sottolineato: “Ad ottant’anni dal primo voto delle donne italiane, dobbiamo guardare ai progressi compiuti ma, soprattutto, ai ritardi che ancora segnano il nostro Paese”. Scerra ha evidenziato come Siracusa sia stata la prima tappa di un percorso nazionale dedicato alla presentazione dei risultati dell’indagine. Nel suo intervento ha spiegato come per il 47% degli italiani il principale ostacolo alla presenza femminile nel mondo del lavoro sia la difficoltà di conciliare occupazione e famiglia. Richiamati anche i dati sul divario salariale di genere, sulla bassa presenza femminile nei ruoli decisionali e sul Mezzogiorno, con la Sicilia ferma ad un tasso di occupazione femminile del 37,5%. “Servono servizi pubblici efficienti, maggiore flessibilità lavorativa e un cambiamento culturale profondo. La piena parità è ancora una sfida aperta”, ha concluso Scerra.

L’INDAGINE

La rilevazione è stata realizzata attraverso 40 quesiti rivolti a 3mila persone, un campione rappresentativo della popolazione per genere, età, area geografica, titolo di studio, condizione lavorativa, collocazione politica. Le interviste sono state effettuate dal 9 al 16 aprile di quest’anno. Nel complesso il report ha evidenziato che le asimmetrie nel lavoro di cura di figli e genitori anziani rappresentano ancora uno dei principali ostacoli alla piena partecipazione femminile nella vita lavorativa e politica. Dalla ricerca è emerso inoltre come le giovani generazioni abbiano fiducia nelle istituzioni e la consapevolezza della criticità di istituzioni nelle quali le donne sono sottorappresentate. Tra le indicazioni emerse figurano il rafforzamento degli strumenti di conciliazione, dei servizi e delle politiche utili ad ampliare la partecipazione e a superare stereotipi di genere ancora radicati.

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Redazione L'Opinionista

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