
“Il lavoro di Giovanni Legnini per la ricostruzione del dopo-terremoto dell’Italia centrale è stato talmente ammirevole da essere apprezzato non solo dalla cittadinanza, ma anche da tanti esponenti locali di sinistra, di destra, di ogni colore politico, data la quantità e la qualità dei risultati prodotti”.
“Senza nulla togliere al neo commissario Guido Castelli a cui va il nostro in bocca al lupo, ci spiace dover osservare come su questa nomina il governo Meloni abbia agito con un gesto d’imperio gratuito, odioso, unicamente motivato da ragioni di spartizione partitica: insomma bisognava a far fuori Legnini perché di sinistra, per piazzare uno di Fratelli d’Italia”, conclude Laureti.










