Turismo

Slow‑mo travel, i 7 trend che guideranno il modo di viaggiare nel 2026

Dal souljourn al puddling: il 2026 sarà l’anno dello slow‑mo travel. Giovani sempre più orientati a esperienze autentiche, lente e trasformative

Il 2026 sarà l’anno dello slow‑mo travel, il modo di viaggiare che mette al centro il percorso più che la destinazione. A confermarlo sono il Global Travel Trends Report 2025 e lo studio McKinsey & Skift, secondo cui 7 giovani su 10 attribuiscono al viaggio la stessa importanza della meta, mentre oltre metà della Gen Z è disposta a investire cifre elevate nelle esperienze, rinunciando a voli, shopping o trasporti pur di vivere momenti realmente significativi.

In questo scenario prende forma il concetto di meaningful travel, un approccio che privilegia autenticità, consapevolezza e connessione emotiva. «Il viaggio è oggi un percorso che si assapora passo dopo passo», osserva Rosa Giglio, Head of Brand Marketing and Communication di BWH Hotels Italy & South-East Europe. «In Italia stiamo registrando un aumento delle prenotazioni proprio nelle città secondarie, mete che permettono di vivere un ritmo più lento».

Le nuove generazioni non cercano più solo luoghi da visitare, ma esperienze trasformative, ambienti autentici e narrazioni da vivere. Lo confermano i dati: il 70% di Millennial e Gen Z pianifica itinerari che valorizzano il viaggio in sé, mentre l’hashtag Never stop exploring ha superato i 30 milioni di post su Instagram, diventando manifesto di un turismo che cerca significati, non solo fotografie.

Forbes evidenzia come molti viaggiatori, inizialmente spinti dalla FOMO, una volta arrivati a destinazione scelgano di rallentare, prolungare le soste e vivere ogni tappa con maggiore intensità. È la filosofia dello slow‑mo travel, che nel 2026 si declinerà in sette micro‑trend destinati a dominare il settore.

I 7 trend del 2026

1. Soft reset o Souljourn

Il bisogno di “resettare” la mente guida la scelta delle vacanze. Nel 2026, il 56% dei viaggiatori cercherà riposo e rigenerazione, il 37% natura e il 36% benessere mentale. Crescono le prenotazioni nelle città secondarie italiane: Lecce, Reggio Emilia, Cesena, Lucca, Bergamo, Marsala, Padova.

2. Puddling

La semplicità diventa un valore. Si scelgono luoghi raccolti – laghi, borghi, comunità tranquille – dove fermarsi più a lungo e vivere un ritmo lento. Aumentano del 10% i soggiorni nei piccoli centri come Massafra, Castelfranco Veneto, Tirano, Cuneo, Parma, Forlì, Perugia e San Bonifacio.

3. Hushed hobbies

Attività silenziose e contemplative – birdwatching, pesca, osservazione di insetti – conquistano nuovi viaggiatori. Il 74% prenderebbe in considerazione la pesca o il birdwatching, il 60% sceglierebbe hotel che offrono esperienze di foraging.

4. Star bathing

Guardare il cielo diventa un rituale di benessere. Non servono mete astronomiche: basta lasciarsi avvolgere dalla notte per vivere un’esperienza terapeutica che favorisce calma e introspezione.

5. Cowboycore

Il mito del West torna in chiave slow. Ranch isolati, cavalli, falò e cucina campestre diventano simboli di libertà, autenticità e contatto con la natura. Una fuga dall’asfalto verso uno stile di vita essenziale e selvaggio.

6. Blue e beige therapy

Il blue mind – il benessere generato dall’acqua – si affianca ai benefici dei paesaggi desertici. In Italia cresce del 30% la richiesta di soggiorni in località di mare e lago: Riviera Ligure, Circeo, Rimini, Catanzaro Lido, Nova Siri.

7. Grand Gatherings

Dopo anni di isolamento, tornano i viaggi di gruppo: famiglie allargate, amici, generazioni diverse. La lentezza diventa relazione, e il vero lusso è avere tempo da condividere.

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Redazione L'Opinionista

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