L’esistenza umana si riduce ormai a corpi controllati da tecnocrazie grazie agli eccezionali avanzamenti della tecnica e della scienza, in particolare l’intelligenza artificiale, che fanno vivere l’uomo in una società a una dimensione, dominata da una funzione di costo universale dove lo spazio per scegliere non esiste più e la politica è ridotta a economia.
Ma se non siamo liberi, non siamo nulla ribadisce Manzotti, che per contrastare questa deriva invoca una rinascita della persona nella sua interezza, quell’idea di persona che sta al centro del grande sviluppo dell’Occidente e della sua civiltà: vivere vuol dire scegliere e agire di conseguenza, la vita umana deve essere scelta, valore e gloria.
«L’umanità – scrive l’autore – è fatta solo di persone libere. Le altre non sono, nel senso che non esistono. Sono zombie, corpi che prolungano la propria sopravvivenza aderendo automaticamente a decisioni prese da altri».
Riccardo Manzotti (1969), filosofo e ingegnere, Fulbright Scholar al MIT di Boston, è attualmente professore ordinario di Filosofia teoretica presso l’università IULM di Milano e lavora sul rapporto tra media, mente, intelligenza artificiale e coscienza.
Riccardo Manzotti, Sono libero, o non sono, Liberilibri 2025, collana Altrove, pagg. 158, euro 16.00, ISBN 979-12-80447-08-1.
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