
“Ci sono questioni legate ai rimpatri, non soltanto verso la Tunisia, ma anche dei migranti arrivati in Tunisia da altri Paesi, che devono essere rimandati nei loro Paesi d’origine, perché anche la Tunisia soffre del problema dell’immigrazione illegale”, ha sottolineato, ricordando poi che “la collaborazione interessa anche la migrazione regolare di lavoratori tunisini verso l’Italia, attraverso una formazione sempre più approfondita, in modo che, utilizzando il Decreto Flussi, quando arriveranno a lavorare nel nostro Paese saranno già formati e potranno inserirsi nel modo migliore, perché le imprese italiane hanno bisogno di queste professionalità”.










