La televisione italiana tra pandemia e pandemonio. Intervista a Stefano Ciffo

stefano ciffo

Dal momento in cui ci siamo resi conto che il coronavirus si sarebbe diffuso in Italia e nel resto nel mondo, è scattata in ognuno di noi la paura di essere contagiati. Un primo insegnamento che possiamo trarre da quanto accaduto nei mesi scorsi, ora che l’epidemia va rapidamente scemando, è la dimostrazione della potenza della paura nel controllo sociale. Del resto anche Machiavelli dedicò, infatti, molte riflessioni alla paura, una per tutte quella contenuta nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio: «Perché la cagione della disunione delle repubbliche il più delle volte è l’ozio e la pace; la cagione della unione è la paura e la guerra».

Lo stato di ansia ha fatto nascere la necessità di approfondire la conoscenza di questo virus facendoci incollare letteralmente alla tv per seguire tutti i programmi di informazione e per comprendere quanto fosse grave lo stato di emergenza.

Ma com’è cambiata la televisione italiana al tempo del Covid 19?Anche se il piccolo schermo non si è fermato, è stato pronto a riadattarsi alle nuove esigenze, a una nuova società? Pandemia o mero pandemonio in TV?

Ho posto queste domande ad “uno addetto ai lavori “, ne ho parlato con Stefano Ciffo.

Stefano Ciffo lavora come Producer e Direttore di Produzione da più di 10 anni per il mondo dello spettacolo e dei programmi TV. Ha collaborato per Rai, Mediaset, Sky, La7 e canali locali come tvA Vicenza. Produttore e direttore di produzione TV per il coordinamento e supervisione dei servizi in esterna, gestione della troupe e collegamenti in diretta. È responsabile inoltre della post produzione, dell’utilizzo di materiale di repertorio e della verifica di diritti video, monitoraggio dei costi e gestione del budget.

Ha rivestito il ruolo di Location Manager per la selezione delle location e il coordinamento delle risorse. Con la sua esperienza in United States é anche Local Fixer e location manager in Los Angeles per produzioni TV e shooting italiani. Lavora nel management di Talent, artisti e conduttori e nel Marketing management di Garb Abbigliamento Santa Monica California.

Si è specializzato come Direttore Artistico di eventi nel territorio nazionale e locale, gestendone l’organizzazione a 360 gradi: ideazione, produzione e consulenza, dal concept iniziale fino al momento dell’evento, operando con un ampio staff di professionisti del settore. In altre parole molto di quello che abbiamo visto sul piccolo schermo, è opera sua.

Ecco cosa mi raccontato, e come ha vissuto la sua professione ai tempi del Coronavirus, con il mondo dello spettacolo in stand-by.

Durante il lockdown, la Tv ha goduto di alcuni benefici inattesi. La platea televisiva, invertendo una tendenza discendente che dura da anni, è aumentata in misura considerevole: +5,5 milioni di spettatori nei due mesi marzo-aprile rispetto allo scorso anno, e ciò ha permesso di contenere le perdite pubblicitarie. Nel contempo la tv ha “guadagnato” sul contenimento di diversi costi di gestione, come il rinvio di tante produzioni e dall’anticipazione della stagione delle repliche. Qual è la tua opinione in merito Stefano?

“Al momento del lockdown si è deciso di rattoppare i vari palinsesti riproponendo le repliche di programmi di successo e di prolungarle fino a luglio, come è stato per la trasmissione rai “stasera tutto è possibile” riproposta per la terza volta consecutiva, che ha avuto ottimi ascolti, ovvero l’ 8% di share in confronto alla prima visione del 9,8 %. Le nuove produzioni invece si sono tutte fermate per la confusione e la paura del covid tra le troupe, gli organizzatori e i possibili partecipanti e sono pochissime le produzioni che stanno andando avanti, comunque con personale ridotto al minimo per la paura del contagio. Il palinsesto é stato composto principalmente da due format: l’intrattenimento con le molteplici repliche, e la abbondanza di programmi giornalistici e news che incombevano ad ogni ora.

Il lockdown ha portato le persone a rinchiudersi in casa con poche cose da fare per occupare il tempo. Sicuramente un modo di occuparlo è stato guardare la tv o affidarsi ai vari channel tipo Netflix – infinity – Now Tv che offrono una vastissima scelta di serie,film programmi con cui sbizzarrirsi. Attualmente stanno ricominciando ad attivarsi programmi di quiz. come Avanti un altro, con alcune puntate inedite e si pensa a nuove produzioni, ma sempre stando nel rispetto della sicurezza sanitaria e senza pubblico, come l’eredità o Made in sud nuova stagione dal 16 giugno, senza pubblico”.

In autunno cosa accadrà? Come cambierà il settore televisivo da qui in avanti, anche qualora dovessero alleggerire le misure di contenimento del contagio?

“Già cominciamo a vedere alcune produzioni televisive ricominciare, con i nuovi protocolli imposti da sindacati tv e cinema e dalle istituzioni , ma la situazione è ancora a rilento. Vedendo le tempistiche per tornare ad una sorta di normalita’ si pensa a fine estate, vedendo che lo slot marzo – luglio è quasi finito, con inizio di produzioni da inizio settembre. E parliano non solo di produzioni in studio ma soprattutto in esterna dei vari docu-reality, bloccati e più difficili da realizzare in questo momento”.

Nel contempo minori risorse corrispondono a minori investimenti sui programmi, quindi si potrebbe avere una Tv nel complesso più scadente, che favorirà la fuga dei telespettatori (magari a vantaggio del web), la quale allontanerà vieppiù la pubblicità. Ebbene Il tempo della “televisione per tutti” è un ricordo del passato?

“Ancora adesso i canali principali, punteranno sui format ormai confermati da anni, se anche attualmente nel periodo estivo ci saranno come ogni estate le repliche e i format cominceranno la produzione a fine estate, per arrivare alla normalità ed al live ad ottobre. Notiamo in questi anni un’ evoluzione della tv, dove le series e film, stanno andando nel web e questo già da prima del problema covid. Invece programmi come reality o intrattenimento generale li vedremo sempre sulle reti pubbliche,così come tutti i programmi di news. Nota particolare però l’ ha avuto il reality ‘’celebrity hunted’’ primo nel suo genere ad esser sbarcato nella piattaforma prodotta da Amazon, che ha avuto un successo grandissimo. Questo potrebbe essere un segnale che il futuro potrebbe essere in questa direzione. Anche netflix sta producendo series in italia e Amazon si sta dedicando a sviluppare nuovi format reality da proporre nella loro piattaforma in versione free. Per ora qui in italia le produzioni Amazon e Netflix sono in stato embrionale,ma comunque in crescita. Invece le case di produzione storiche come Endemol, freemantle,mediset ecc sono tuttora molto affermate sulle reti nazionali e per questo in dominanza e non concorrenti fra di loro”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Sto valutando alcuni progetti in partenza a fine estate, perché attualmente come dicevamo il mio mondo è un po’ in un periodo di stop forzato. Ma il mio lavoro è molto stimolante proprio perché ci sono sempre nuovi progetti ed esperienze a cui poter partecipare e sono curioso di scoprire come cambierà il mio lavoro, anche dal punto di vista pratico. Insomma, c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e sperimentare!”

Ti ringrazio per questa intervista che mi ha dato modo di dar voce ai cambiamenti del mondo dello show business e per l’attenzione che mi è stata data.

Grazie a te caro Stefano vorrei concludere con una tua frase :

“Ci sono diversi modi di comunicare, ma è solo attraverso l’immagine che è possibile distinguersi e rendersi unici”.

Intervista a cura di Daniela Piesco