
“Il 24 agosto 2016 un tragico susseguirsi di scosse sismiche colpì Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto e Norcia e poi, dopo appena due mesi, le province di Macerata, Perugia e Ascoli Piceno.
Quegli eventi seminarono morte e distruzione, spezzando vite umane e annientando in poco tempo i simboli della vivacità economica e culturale di intere comunità. Il pensiero oggi va alle vittime e ai loro cari, a chi in pochi istanti perse la casa, il lavoro, i ricordi di una vita.
Non dimentichiamo la generosa risposta di un Paese pronto a soccorrere le popolazioni colpite e a cercare di mettere in sicurezza le zone devastate: uomini e donne protagonisti di un’Italia solidale che sempre, nei momenti difficili, sa mettere in campo tutta la forza, l’energia e la determinazione necessari per reagire e risollevarsi.
Ma sappiamo bene che, nonostante i molteplici interventi di sostegno alle zone del sisma, la ferita di quei territori non può certo dirsi rimarginata; così come non può considerarsi compiuto il difficile percorso di ricostruzione materiale, produttiva, culturale, ma anche emotiva, delle popolazioni.
La fase successiva all’emergenza resta dunque ancora lunga e faticosa. Ciò chiama in causa le istituzioni tutte che non possono lasciare soli i cittadini, ma devono anzi sostenere concretamente l’indispensabile processo di ricostruzione. Per questo la Camera, da parte sua, è intervenuta a più riprese per devolvere i risparmi relativi al proprio bilancio interno alle popolazioni colpite dal sisma.
C’è bisogno di una visione coraggiosa che, consapevole delle fragilità del nostro territorio e delle sue endemiche carenze infrastrutturali, intraprenda in modo irreversibile la strada della prevenzione e della sostenibilità ambientale, della messa in sicurezza e della rigenerazione dei nostri territori”.











