Terremoto Marche oggi, Curcio: “Non si attende uno tsunami, per fortuna il sisma è stato in mare”

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ROMA – Il terremoto di magnitudo 5.7 al largo delle coste delle Marche è stato “un evento importante” ma “non si registrano crolli”. Lo dice il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. E rassicura sull’eventualità di uno tsunami, pensiero questo che stava preoccupando e non poco gli abitanti della costa marchigiana: non è atteso uno tsunami, dice Curcio. L’evento è potenzialmente collegato ai terremoti che avvengono nelle zone costiere, ma in questo caso i parametri del terremoto delle 7.07 di oggi al largo di Fano sono bassi rispetto alla possibilità che si generi uno tsunami. Tutti i sistemi deputati al controllo, in ogni caso, sono allertati.

“Primo dato positivo è che non si registrano crolli o situazioni di grande preoccupazione – segnala Curcio – La prima verifica che si fa in questi casi è sugli eventi puntuali, scongiurata questo tipo di situazione ora si faranno le verifiche come richieste, presumo nelle scuole e in alcune strutture particolarmente elevate”.

Ciò detto, “l’evento è stato un evento importante, un 5.7 a una profondità di circa 7 chilometri – avverte il Capo della Protezione civile – fortunatamente è stato in mare, quindi la parte epicentrale ha consumato la sua attività lontano dalle infrastrutture e questo probabilmente ha consentito un risentimento ampio ma criticità puntuali al momento non se ne registrano”.

“Quanto alla possibilità di un conseguente tsunami, spiega Curcio su Rai News 24: “Non si attende un evento tsunami” perché con “il valore dell’evento a mare” del livello di quello che si è verificato poco dopo le 7 di oggi “in genere non produce onde tsunami” ma comunque “è partito il sistema allertamento internazionale” con i paesi limitrofi, quello che tecnicamente viene chiamato ‘information’: quando accade una cosa del genere parte un’informazione ai paesi limitrofi ma non ci si attende come non c’è stato alcun tipo di evento tsunami”. Ad ogni modo “è stata solo avviata la procedura internazionale che abbiamo seguito, vale per la nostra costa come per gli altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo”, conclude il Capo della Protezione civile.