Tra le voci più autorevoli del folk‑rock contemporaneo, capaci di superare i due miliardi di streaming e trasformare brani in vere e proprie hit globali, The Paper Kites annunciano il loro settimo album in studio: If You Go There, I Hope You Find It, in uscita il 23 gennaio per Nettwerk Music Group / Bertus.
La band australiana, nata a Melbourne nel 2010, ha costruito negli anni un’identità sonora riconoscibile: melodie di chitarra avvolgenti, armonie delicate e testi che sembrano scritti per accompagnare i momenti più intensi della vita. Non a caso, le loro canzoni sono state scelte per serie di grande successo come Grey’s Anatomy, This Is Us e Virgin River.
Il gruppo è formato dai cugini Sam Bentley (voce, chitarre, armonica) e Josh Bentley (batteria), insieme a Christina Lacy (cori, pianoforte, chitarre), David Powys (cori, chitarre, banjo) e Samuel Rasmussen (basso). La loro storia nasce nei caffè di Melbourne, dove Sam e Christina iniziarono a esibirsi da adolescenti, dando vita a un progetto che nel tempo avrebbe conquistato un pubblico internazionale fedele e appassionato. Emblematica la loro attitudine “do it yourself”: agli inizi masterizzavano i CD a mano e disegnavano le copertine in cartone, oggi oggetti da collezione.
Il successo globale arriva con Bloom, brano diventato virale con 2 miliardi di visualizzazioni su TikTok, 8 milioni di ascolti mensili e la certificazione di Platino RIAA. Nel tempo, la band ha superato i 2 miliardi di streaming complessivi, ottenuto nomination agli ARIA Awards e raccolto milioni di visualizzazioni sui social.
If You Go There, I Hope You Find It nasce in un luogo insolito: una stanza nella fattoria di un amico, nella Yarra Valley, tra campi aperti e montagne sullo sfondo. «Non avevo un posto dove scrivere», racconta Sam Bentley. «Un amico ci ha lasciato una stanza nella sua fattoria, ed è lì che l’album ha preso forma».
Il disco, composto da 10 tracce, è attraversato da un senso di speranza, guarigione e nostalgia. Il singolo When The Lavender Blooms richiama atmosfere anni ’90 con chitarre arpeggiate, tamburello e bonghi. Shake Off The Rain porta invece un’anima blues, malinconica ma luminosa. Tra i momenti più intimi spicca Deep (In The Plans We Made), registrata in presa diretta attorno a un unico microfono da Sam, Dave e Christina.
Co‑prodotto da Matt Redlich, l’album è stato registrato dal vivo in studio, una scelta che ha permesso alla band di privilegiare l’autenticità rispetto alla perfezione tecnica. Il mix è firmato da Jonathan Low, già al lavoro con Taylor Swift, Ed Sheeran e The National.
Il titolo dell’album nasce da una frase scritta da Christina sul finestrino impolverato di un autobus nella fattoria. Un’immagine semplice, ma capace di racchiudere il senso di ritorno, casa e introspezione che permea l’intero progetto.
Dopo quindici anni di tournée internazionali e palchi condivisi con artisti come Passenger, Bombay Bicycle Club e Stephen Sanchez, The Paper Kites continuano a evolversi senza perdere la loro essenza. «Questo album è un’onesta riflessione su chi siamo», afferma David Powys. «Dopo 15 anni insieme, c’è ancora molta magia da creare».
If You Go There, I Hope You Find It si presenta così come un disco intimo, atmosferico e profondamente umano: un invito a ritrovare sé stessi nei luoghi — reali o interiori — che ci fanno sentire a casa.
L'Opinionista® © since 2008 Giornale Online
Testata Reg. Trib. di Pescara n.08/08 dell'11/04/08 - Iscrizione al ROC n°17982 del 17/02/2009 - p.iva 01873660680
Pubblicità e servizi - Collaborazioni - Contatti - Redazione - Network -
Notizie del giorno -
Partners - App - RSS - Privacy - Cookie Policy
SOCIAL: Facebook - X - Instagram - LinkedIN - Youtube