
“Il mondo comunque è cambiato”, ha proseguito Tremonti. “Io ho conosciuto due Putin e mezzo. Il primo Putin era assolutamente antioccidentale e rimproverava all’Occidente la miseria creata, caduto il comunismo, a milioni di persone nella miseria e povertà. Poi Putin diventò occidentale: voleva far entrare il Cremlino nell’Unione Europea, ed entrò nel G8. Diciamo che l’impressione che ci aveva dato era che si sentiva un pochino sopra gli altri e un pochino sotto l’America. Per dare un’idea, veniva in Sardegna in vacanza: Berlusconi aveva lo yacht e lui aveva la nave da battaglia. E questo è stato fino alle grandi crisi del 2008, che dimostra che il capitalismo, il sistema occidentale, ha dei limiti e comincia una politica diversa, si allontana”. Secondo Tremonti adesso “la filosofia politica del Cremlino è: il nostro futuro è nel nostro passato. Il nostro passato è religione, tradizione e confini. E lui in Ucraina è sui confini che ritiene gli antichi confini dell’Europa. E dal Baltico, passando dai Balcani fino a Mar Nero, ho l’impressione che se anche si ferma sull’Ucraina, con una qualche tregua, però la spinta sarà comunque quella”.
Per Giulio Tremonti “dovremmo, come Europa, fare due cose. Armamento e soprattutto l’allargamento. L’Europa non può andare avanti così limitata. Tra l’altro nei trattati europei c’è scritto che gli stati europei possono entrare nell’Unione, quindi non è detto che non sono stati europei. E dobbiamo farli entrare perché hanno voglia dell’Europa, bisogna cambiare una regola sola, una regola sola, l’unanimità, regola che non c’è neanche nei condomini”.











