
Il via libera alla fruizione di software informatico senza una licenza ottenuta da parte del fornitore, a seguito del pagamento unico o ricorrente del servizio, si applicherebbe solo alle aziende di paesi che hanno imposto sanzioni alla Russia. Ad oggi, i principali colossi tecnologici hanno già preso posizione, ridimensionando il loro commercio nel mercato russo. Tra questi Microsoft, che ha sospeso le vendite di nuovi prodotti e servizi, Apple che ha bloccato l’invio di nuovi dispositivi e Samsung che ha chiuso persino la fornitura di chip ai suoi partner tecnologici.
Come spiegato da Kyle Mitchell, un avvocato specializzato in diritto tecnologico, la licenza straordinaria dovuta all’integrazione dall’articolo 1360 del codice civile della Federazione Russa avrebbe delle basi già ben consolidate, visto che la norma attuale permette, in caso di emergenza relativa a garantire la difesa e la sicurezza dello Stato, di sfruttare qualsiasi prodotto o servizio di aziende terze, senza il loro consenso ma pagando un congruo compenso in anticipo. Quello che verrebbe meno, a seguito delle sanzioni occidentali, sarebbe la parte relativa al pagamento, una tantum, al primario fornitore, con la sostituzione della licenza tradizionale con una statale, offerta ai cittadini che ne faranno richiesta.











