Ucraina, a Presadiretta gli sviluppi della guerra e la crisi umanitaria in atto nel Paese

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ROMA – Una puntata di PresaDiretta dedicata agli sviluppi della guerra in Ucraina e alla crisi umanitaria in atto nel Paese, lunedì 7 marzo in prima serata, su Rai 3. È stata raggiunta un’intesa temporanea tra Ucraina e Russia per far evacuare i civili attraverso corridoi umanitari, ma le sirene continuano a suonare e le bombe continuano a cadere. PresaDiretta in questa puntata attraversa la guerra in Ucraina raccontando non solo la crisi dei civili che fuggono dalle bombe, ma anche il conflitto dell’opposizione interna alla Russia di Putin, la guerra della propaganda che cresce da entrambe le parti, il rischio della piccola Moldavia che potrebbe diventare il prossimo scenario bellico.

Riccardo Iacona ne parlerà con Ezio Mauro, giornalista, scrittore e profondo conoscitore dell’unione Sovietica e della Russia di Putin. Secondo l’Agenzia Onu per i Rifugiati, sono già più di 1 milione e 500mila i profughi che hanno lasciato il Paese e se il conflitto andrà avanti potrebbe diventare “la peggiore crisi umanitaria del secolo”.

Gli inviati di PresaDiretta racconteranno con i loro reportage il confine polacco, dove in pochi giorni sono state accolte più di 900mila persone. E poi la Moldavia, un piccolo Stato al confine sud occidentale dell’Ucraina che ha appena presentato ufficialmente la candidatura di adesione alla Ue. Di cosa sono spaventati? Una puntata ricchissima di testimonianze, reportage, storie e riflessioni.

Il drammatico diario dell’ultima settimana a Kiev, tra ospedali pediatrici che hanno bisogno di tutto, treni presi d’assalto e vita nei bunker. La battaglia della propaganda che i due fronti stanno combattendo su un terreno parallelo, quello dei social. La guerra cyber tra Russia e Occidente. Il controllo sull’informazione che in Russia diventa sempre più stretto, molti dissidenti stanno lasciando il paese, PresaDiretta ha raccolto le voci di chi ha deciso di rimanere. E cosa è successo all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite durante il voto sulla guerra di Putin contro l’Ucraina, come si sta muovendo dietro le quinte la diplomazia internazionale?

E poi le contraddizioni delle politiche europee sui migranti: usati come strumenti di guerra ibrida fino a pochi mesi fa lungo la frontiera tra Bielorussia e Polonia, respinti al confine tra le montagne che separano Italia e Francia ancora oggi. Per fortuna, le esperienze positive vengono da lontano: i corridoi umanitari del passato sono un esempio da seguire adesso, per affrontare la drammatica crisi ucraina.