
“Mario Draghi, nel giugno dello scorso anno – ha aggiunto Urso – quando presentò in anteprima il suo report al Parlamento europeo in questa sede, disse che sarebbero state necessari almeno 500 miliardi di euro l’anno, ogni anno, per i prossimi 10 anni per consentire alle nostre imprese di recuperare competitività persa rispetto agli altri attori globali. E quando in settembre dello scorso anno presentò il report alla Commissione, questa somma era cresciuta da 500 a 800 miliardi di euro l’anno. Poche settimane fa, quando ha fatto il bilancio e denunciato l’inazione europea, questa somma era ulteriormente cresciuta a 1200 miliardi di euro l’anno. Cosa significa? Significa che nell’assenza di decisioni non è più il tempo di discutere, ma di decidere. Il costo del ritardo aumenta ogni giorno di più, da 500 miliardi di euro a 800, ora a 1200 miliardi di euro”.
“Il Fondo Europeo per la competitività è un primo significativo passo in questa direzione – ha sottolineato – Ma non basta. sono necessarie risorse significative, ma è fondamentale rimuovere le regole che hanno soffocato l’Europa, perseverare nell’errore e diabolico. Finalmente prevale la ragione sulla necessità, le regole del green deal e di farlo subito”.











