Un Natale a sorpresa per Marcus

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Marcus è un giovane alle prese con un figlio adolescente. Si comporta da saccente e arrogante più del figlio; non sopporta le feste, le ricorrenze, le cerimonie. Non crede a niente di superiore e perdura in atteggiamenti negativi. Ma un episodio di piccola importanza gli rivelerà lo sguardo diverso delle cose su di lui. Ecco il mio nuovo racconto.

Quando gli operai iniziarono ad allestire le luminarie nei pressi della sua abitazione (ed era metà novembre n-o-v-e-m-bre!!) Marcus si lasciò andare ad improperi ed insulti:

“’Sti bastardi della contea! Spendono vagonate di soldi per una ca**ata di festa in un giorno qualsiasi invece di darli agli ospedali. Ed ora il venticinque dicembre sarà diverso da qualsiasi altro giorno dell’anno per i malati! Mi fanno schifo queste …”.

Il giovane Marcus sputò dalla finestra in direzione di chissà cosa, o verso gli ignari operai intenti ai fascioni illuminati, o verso il Natale in genere, o verso niente solo per fare casino.

Il figlio quindicenne si stava preparando a partire, e Marcus continuò con gli improperi anche mentre guidava per accompagnarlo all’aeroporto.

“Non ti voglio insegnare niente eh, Manuel. Comunque una cosa è certa: una vita di merda rimane una vita di merda. L’adesso si cambia con l’adesso! Imbecilli!” e ridacchiò.

Questo lo rimise di buonumore.

“Dai papà basta. Pensa a me, che vado a trovare la mamma”.

Marcus annuì di nuovo serio.

“Mi hai promesso che comunque torni il quindici dicembre ok?”.

“Sì papà sì. Ma che te ne frega se non festeggi mai?!”.

“Non voglio dare soddisfazione a tua madre di averti per natale”.

Marcus pronunciava Natale, e tutte le Feste comandate, come se fossero in minuscolo.

“Uffa sempre nemici voi due. Che io soffra non importa?”.

Marcus ostentava pessimi rapporti con la ex-moglie. Il figlio Manuel aveva contribuito a tener contatto per un po’ di anni; con l’adolescenza invece il dialogo s’ era inasprito e nemmeno il ragazzo poteva fare più niente per loro.

Rapporto morto e sepolto.

L’ex compagna si era trasferita a Malta con il presunto nuovo amore, e Manuel decise di rimanere col padre in prova.

Marcus aveva concepito un piano diabolico.

“Eccoci arrivati, Manuel. Ora ti aiuto con i bagagli. Prima che parti, prometti di consegnare a tua madre questo regalo” e gli porse, inserendolo poi nello zaino da viaggio, un pacchetto di cartone blu confezionato col nastro.

“Bravo, hai pensato ad un presente per le Feste! Hai fatto bene”.

“Come no. Un regalo di natale. A presto caro!” Lo abbracciò con affetto e attese fino all’imbarco. Bel regalo davvero. Mentre si preparava per andare al lavoro Marcus passava in rassegna la genesi di quel dono.

Nel pacchetto per la ex aveva inserito tre fogli, accuratamente piegati. Uno era la fotocopia dell’ istanza che il proprio avvocato aveva presentato al Giudice per la tutela esclusiva del minore Manuel. Gli altri due fogli erano un capolavoro: le foto della ex con due uomini diversi, in momenti e posti diversi ed in atteggiamenti abbastanza intimi. In uno lei abbracciava, in un altro baciava. Capolavoro. Grazie ad uno scagnozzo d’ investigatore: in poche settimane era riuscito l’ anno precedente ad ottenere le prove dei suoi tradimenti. Il Giudice non avrebbe fatto una piega: una madre così inaffidabile…

Marcus pregustava l’ attimo in cui, in quel di Malta, lei all’alba della festa avrebbe aperto – illusa – quella scatoletta. Per lui una grande soddisfazione.

Ma quel giorno non si recò direttamente sul luogo di lavoro.

Infatti rimase incuriosito da un grazioso banco colorato, posizionato proprio davanti al parcheggio in modo strategico.

Una ragazza vestita da Babbo Natale vendeva oggetti decorati a mano: lumini, centrini, sottobicchieri, accessori per l’ufficio. Un cartello avvertiva che l’ incasso sarebbe stato devoluto in beneficenza. Marcus adocchiò una confezione di buste e carta da lettera disegnati in modo fino.

“Quanto costa una confezione?”.

“Nove euro e ottanta” rispose sorridendo la ragazza.

“Ah ok, è vero c’è scritto anche sul tagliando” e le porse una banconota da dieci.

“Mi dispiace, signore, non ho il resto di venti centesimi. Guardi la Cassa; ho solo qualche banconota! Nessuna moneta…”.

Eh ti pareva! La sapete fare voi la beneficenza figurarsi! Disse cattivo Marcus. Poi proseguì:
“Chissà poi se vanno davvero ai poveri signorina??nemmeno il resto date! Furbetti di ladri!”

La ragazza non rispose, visibilmente mortificata.

L’uomo ficco’ le buste in tasca e s’avvio’ al cortile dell’ufficio distante poche centinaia di metri.

La sua attenzione fu rivolta a qualcosa di nuovo: i capi quell’anno si erano espressi in grande – probabilmente – ed avevano fatto allestire un Presepe all’entrata dell’Azienda.

Marcus s’ avvicinò incuriosito.

Erano presenti, su un letto di muschio, solo le tre statue lignee principali: Maria, Giuseppe ed il Bambino nella mangiatoia. Il Bambino in anticipo…

Le lucine ed una musica dolcissima gli fecero contemplare per un minuto la scena.

Le tre statue, di legno antico un po’ consunto, avevano sul viso quell’ espressione eterea solenne gentile ed accogliente di coloro che erano in stato di grazia: malgrado Marcus, malgrado gli altri, malgrado le cose, malgrado il bene, malgrado il male, malgrado l’universo.

E poi, Marcus vide un oggetto piccolo pulito e lucidissimo, messo ai piedi della mangiatoia proprio davanti a lui.

Una moneta da venti centesimi.