Anastasio (che firma da sempre tutti i suoi brani) non ha mai amato parlare di sé ma ha sempre preferito mettere in musica ciò che pensa e tirarlo fuori attraverso la sua scrittura, brani fatti di immagini vive, parole che a volte pesano come macigni e altre volano leggere come una piuma. «Mi verrebbe da dire che “Una cosa semplice” è il mio pezzo d’esordio», afferma Anastasio, voce sicura, volto serio mentre cerca le parole giuste per raccontare e raccontarsi in un mondo che fa sempre più fatica a comprendere l’altro da sé.
«Gli ultimi anni non sono stati semplici, tutto quello che ho fatto mi è sembrato di rincorrerlo. Un’equipe di geometri e scienziati valutava le potenziali performance di ogni mia canzone. Non avete idea di quanti pezzi non sono usciti perché “troppo lungo, troppo difficile, non verrà capito”. Maledetti scienziati. Per fortuna a un certo punto mi sono ritrovato solo, e ho ricominciato a divertirmi. Alla fine, cos’altro si può chiedere a un artista? Fai di testa tua. È una cosa semplice se te ne accorgi.
Quindi di testa mia ho scritto l’album che sognavo fin da ragazzino, al riparo dagli scienziati. Woodworm ci ha creduto. E oggi, morale della favola, non sono più così solo. C’è una squadra, e ci sarà modo di ringraziarli uno ad uno». Come ha detto Anastasio sui suoi social, «per ora esce il primo singolo “Una cosa semplice”». E “per ora” è quel tempo necessario per fare ancora una volta le cose che Marco, questo il vero nome di Anastasio, sognava fin da ragazzino: musica, parole, canzoni.
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